Scontri mascherati prima del derby, 30 arresti
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fonte:
- Il Manifesto
Da giorni si rumoreggiava di scontri che si sarebbero dovuti svolgere al mattino, nei pressi del Delle Alpi. Nel pomeriggio di domenica a Torino, il tam tam è iniziato alle 17 circa. Scontri dalle parti di via Sebastopoli e via Filadelfia. Le due tifoserie, si dice, sono entrate in contatto. Quelli che arrivano tardi trovano le forze dell`ordine in tenuta antisommossa, elicottero in perenne volo, odore acre dei lacrimogeni e i resti degli scontri per terra. Ieri il resoconto della domenica: 30 juventini arrestati, uno del Toro, sequestro di bastoni, pietre e un coltellino, un funzionario della Digos ferito, un agente col casco spaccato e un cameramen di Sky aggredito. Ci sono altri 10 indagati e la sensazione che ci possano essere a breve altri fermi grazie alla flagranza differita, che permette di arrestare persone entro 36 ore dai fatti. I reati sono i soliti: travisamento violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti, danneggiamenti. Sequestrati bastoni, pietre e un coltellino. Immediate sono scattate le polemiche e le riflessioni, in due direzioni. La prima, di cronaca, sullo svolgimento dei fatti. Sembrerebbe che juventini mascherati con sciarpe granata, nei pressi della curva Primavera abbiano tentato di imbucare, come dicono gli ultras, i torinisti che, da alcuni dei classici ruoli di ritrovo, stavano recandosi verso la Maratona. Dopo parecchi anni gli ultras cominciano a menarsi di nuovo tra loro, segno che la risoluzione dei problemi non erano né i tornelli, né i biglietti nominali. Eppure Spartaco Mortola, vice questore vicario di Torino e imputato per l`assalto alla scuola Diaz a Genova nel 2001, nei giorni precedenti aveva rassicurato tutti: “sono ottimista, stiamo incontrando rappresentanze delle tifoserie, non vogliamo lasciare nulla al caso“. Più probabile si tratti quindi di alleanze tra gruppi ultras che radunano le teste più calde e le meno conosciute, forse, dalla “squadra tifoseria“ della Digos. Anche il mondo ultrà, infatti, tra fascistelli e nuovi loschi gruppi, sta vivendo una fase di mutazione, in cui, stando alla lettura della Polizia, i vecchi non riescono più a controllare i neo adepti. L`altro dibattito a seguito dei fatti di Torino, ma anche del derby di Genova, comincia ad immettersi sui binari di un dualismo tra i pro e i contro la chiusura degli stadi. Troppe gare a rischio – e questo se non altro significa che molti big match eviteranno il posticipo serale – troppe tifoserie in fermento: si chiudano gli stadi e non se ne parli più, o almeno si proibiscano le trasferte. Sabato prossimo ai tifosi napoletani (che hanno già sofferto di una gara a porte chiuse domenica) sarà proibito recarsi a Milano per la partita contro l`Inter. Sotto analisi sono anche juventini e laziali: anche per loro potrebbe scattare il divieto di trasferta dell`osservatorio sulla violenza negli stadi. Il Codacons è andato giù duro chiedendo la sospensione del campo al Toro per tutto il campionato, di 10 giornate per la Juve, per tutto l`anno anche per la Roma (prima della gara con l`Inter due nerazzurri sono stati accoltellati), invocando la solita tolleranza zero. L`anno della svolta in termini di ordine pubblico negli stadi, dopo solo sei giornate di campionato, più che celebrare, sembra mettere in risalto le lacune concettuali del decreto Amato: daspo come fossero noccioline (non ultimi i 53 della scorsa settimana per napoletani e ternani, scontratisi in un`area di servizio nei pressi di Roncobilaccio), steward, telecamere ovunque, evidentemente non costituiscono né la soluzione del problema, né, purtroppo, un indizio di una capacità e responsabilità strategica in grado di saper leggere i mutamenti all`interno del mondo ultras.
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