2 Ottobre 2007

Scontri mascherati prima del derby, 30 arresti




Da giorni si rumoreggiava di scontri che si sarebbero dovuti svolgere al mattino, nei pressi del Delle Alpi. Nel pomeriggio di domenica a Torino, il tam tam è iniziato alle 17 circa. Scontri dalle parti di via Sebastopoli e via Filadelfia. Le due tifoserie, si dice, sono entrate in contatto. Quelli che arrivano tardi trovano le forze dell`ordine in tenuta antisommossa, elicottero in perenne volo, odore acre dei lacrimogeni e i resti degli scontri per terra. Ieri il resoconto della domenica: 30 juventini arrestati, uno del Toro, sequestro di bastoni, pietre e un coltellino, un funzionario della Digos ferito, un agente col casco spaccato e un cameramen di Sky aggredito. Ci sono altri 10 indagati e la sensazione che ci possano essere a breve altri fermi grazie alla flagranza differita, che permette di arrestare persone entro 36 ore dai fatti. I reati sono i soliti: travisamento violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti, danneggiamenti. Sequestrati bastoni, pietre e un coltellino. Immediate sono scattate le polemiche e le riflessioni, in due direzioni. La prima, di cronaca, sullo svolgimento dei fatti. Sembrerebbe che juventini mascherati con sciarpe granata, nei pressi della curva Primavera abbiano tentato di imbucare, come dicono gli ultras, i torinisti che, da alcuni dei classici ruoli di ritrovo, stavano recandosi verso la Maratona. Dopo parecchi anni gli ultras cominciano a menarsi di nuovo tra loro, segno che la risoluzione dei problemi non erano né i tornelli, né i biglietti nominali. Eppure Spartaco Mortola, vice questore vicario di Torino e imputato per l`assalto alla scuola Diaz a Genova nel 2001, nei giorni precedenti aveva rassicurato tutti: “sono ottimista, stiamo incontrando rappresentanze delle tifoserie, non vogliamo lasciare nulla al caso“. Più probabile si tratti quindi di alleanze tra gruppi ultras che radunano le teste più calde e le meno conosciute, forse, dalla “squadra tifoseria“ della Digos. Anche il mondo ultrà, infatti, tra fascistelli e nuovi loschi gruppi, sta vivendo una fase di mutazione, in cui, stando alla lettura della Polizia, i vecchi non riescono più a controllare i neo adepti. L`altro dibattito a seguito dei fatti di Torino, ma anche del derby di Genova, comincia ad immettersi sui binari di un dualismo tra i pro e i contro la chiusura degli stadi. Troppe gare a rischio – e questo se non altro significa che molti big match eviteranno il posticipo serale – troppe tifoserie in fermento: si chiudano gli stadi e non se ne parli più, o almeno si proibiscano le trasferte. Sabato prossimo ai tifosi napoletani (che hanno già sofferto di una gara a porte chiuse domenica) sarà proibito recarsi a Milano per la partita contro l`Inter. Sotto analisi sono anche juventini e laziali: anche per loro potrebbe scattare il divieto di trasferta dell`osservatorio sulla violenza negli stadi. Il Codacons è andato giù duro chiedendo la sospensione del campo al Toro per tutto il campionato, di 10 giornate per la Juve, per tutto l`anno anche per la Roma (prima della gara con l`Inter due nerazzurri sono stati accoltellati), invocando la solita tolleranza zero. L`anno della svolta in termini di ordine pubblico negli stadi, dopo solo sei giornate di campionato, più che celebrare, sembra mettere in risalto le lacune concettuali del decreto Amato: daspo come fossero noccioline (non ultimi i 53 della scorsa settimana per napoletani e ternani, scontratisi in un`area di servizio nei pressi di Roncobilaccio), steward, telecamere ovunque, evidentemente non costituiscono né la soluzione del problema, né, purtroppo, un indizio di una capacità e responsabilità strategica in grado di saper leggere i mutamenti all`interno del mondo ultras.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this