11 Ottobre 2007

SCONTO PENA A VIOLENTATORE PERCHE` SARDO, E` POLEMICA

SCONTO PENA A VIOLENTATORE PERCHE` SARDO, E` POLEMICA
SENTENZA GIUDICE TEDESCO DIVENTA `CASO` INTERNAZIONALE

CAGLIARI, Il `razzismo differenzialista`,

come l`ha definito il sottosegretario alla Giustizia, Luigi

Manconi, che ha portato un giudice tedesco a condannare un

violentatore a 6 anni invece che a 8, per la concessione di

“attenuanti etniche e culturali“ ha fatto scoppiare una

furibonda polemica in Sardegna e nel resto d`Italia.

Le reazioni spaziano dall`indignazione (lo scrittore Marcello

Fois l`ha definita una “sentenza stomachevole“ mentre per

Salvatore Niffoi è un“`imbecillità lombrosiana“).

Laconico commento del governatore della Sardegna Renato Soru.

“Gli imbecilli esistono“, ha detto il presidente della Regione

sollecitato dai giornalisti ad esprimere un parere.

Sceglie invece la strada del paradosso Francesco Cossiga:

“Non c`é forse più un giudice a Berlino, ma c`é un giudice

ad Arborea – ha spiegato con un richiamo al periodo storico

della giudicessa Eleonora d`Arborea -. Mi sembra una sentenza

saggia: se una donna è legata ad un uomo è giusto che questi

possa esercitare i suoi `diritti` di coniuge, convivente o amico

che dir si voglia, senza che questo venga considerato

illegittimo. Insomma `Vim vi repellere licet` (é lecito

respingere la violenza con violenza)“.

“Se fossero vere le motivazioni rese note a proposito dello

sconto di pena per il sardo – ha detto Manconi – saremmo in

presenza di uno straordinario, forse irraggiungibile, esempio di

razzismo contemporaneo, quel `razzismo differenzialista` che

tanti guai ha già combinato e tanti altri potrebbe

provocarne“. In genere ha argomentato Manconi “le

appartenenze culturali, le tradizioni etniche, le credenze

religiose, le consuetudini alimentari, le forme di relazione, i

costumi e gli stili di vita possono, e devono essere, accettati

e fin tutelati. Ma a una e irrinunciabile condizione: che non

violino i diritti fondamentali della persona. In questo caso, la

parità, la libertà e l`integrità della donna“.

Per Antonia Satta, vice segretario vicario dell`Udeur “La

Sardegna è una regione civile e evoluta, dove il magistrato che

ha concesso questa assurda sentenza, farebbe bene a farsi una

vacanza“. Il parlamentare sardo di An, Bruno Murgia, e la

vicepresidente dei parlamentari di Fi, Isabella Bertolini, hanno

chiesto al Governo di sollecitare scuse ufficiali dalla

Germania. A sua volta Amalia Schirru, parlamentare sarda

dell`Ulivo, sottolinea lo stampo razzista di una decisione

“incapace di cogliere le peculiarità di un popolo che ha

lottato per liberarsi dalla condizioni di povertà e

arretratezza culturale, economica e sociale“.

Di “sentenza razzista, in quanto identifica l`intera

popolazione della Sardegna come incivile e primitiva“, parlano

anche la deputata di Rifondazione Comunista e femminista storica

Elettra Deiana e Daniela Dioguardi capogruppo di Rifondazione in

commissione Affari Sociali alla Camera. E per Rosalba Cesini del

partito dei Comunisti Italiani, in realtà il fenomeno della

violenza sulle donne è trasversale ad ogni intendimento

culturale, politico e sociale e prescinde dai confini

geografici. Non può avere alcun tipo di attenuante“. E

Michaela Biancofiore di Forza Italia si chiede “come può la

Germania lasciare quasi impunito il reato di stupro e addossare

le colpe alla tipicità della cultura italiana?“

Infine, una denuncia al Tribunale di Hannover contro il

giudice è stata preannunciata dal Codacons Sardegna: “si tratta

di una sentenza offensiva ed oltraggiosa -sostiene

l`associazione – nei confronti della popolazione sarda, che

probabilmente non ha precedenti nella storia della

giurisprudenza“.

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