“Sconto agli Stones? Colpa del consiglio comunale”
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fonte:
- Il Tempo
“È stata concessa l’ occupazione di un’ area come quella del Circo Massimo alla stessa tariffa applicata per i tavolini dei bar di periferia”. Questa la colpa grave che secondo la Procura della Corte dei conti del Lazio va addebitata al vice capo di gabinetto del sindaco di Roma Vincenzo Vastola, responsabile di aver fatto pagare ai Rolling Stones un “canone irrisorio” per esibirsi nell’ arena il 22 giugno scorso. Nell’ udienza di ieri, il pm Pio Silvestri ha chiesto la condanna del dirigente a risarcire 195.231 euro per il danno arrecato alle casse comunali. Tutto è partito da un esposto dell’ associazione dei consumatori Codacons e dal clamore suscitato sulla stampa per l’ affitto del Circo Massimo a un prezzo da “saldi di fine stagione”. L’ istruttoria contabile ha stabilito che il canone di locazione dell’ area è stato calcolato come se si trattasse di una semplice occupazione di suolo pubblico. Invece, si sarebbe dovuto applicare il decreto legislativo n.43 del 2004 (Codice dei beni culturali), che disciplina l’ uso temporaneo di un bene culturale. In sostanza, la band britannica ha pagato al Comune “solo 7.934 euro – si legge nell’ atto di citazione – calcolando solo il giorno del concerto e non il periodo per l’ allestimento e lo smantellamento delle strutture. Peraltro, oltre ad aver concesso l’ occupazione di 3.300 metri quadri a un canone irrisorio, è stata resa indisponibile l’ intera area di 84 mila metri quadrati”. Il 7 marzo 2014 la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma aveva espresso parere negativo sull’ evento; salvo poi cambiare idea quando il Campidoglio ha predisposto un piano per la sicurezza del sito archeologico. “Un’ attenta lettura dell’ articolo 108 del Codice dei beni culturali – ha spiegato il pm in aula – avrebbe dovuto obbligare Vastola, funzionario di vertice dell’ amministrazione, ad applicare un provvedimento ad hoc per determinare il canone di concessione dell’ area per un evento di portata mondiale come l’ esibizione dei Rolling Stones. Pur mancando un regolamento specifico del Comune, bastava fare un giro su internet per capire quanto le municipalità di New York o di Londra avevano ricavato dai precedenti concerti della band in tour per l’ Europa e gli Usa”. La Procura ha preso come riferimento la Regione Sicilia per stabilire il canone che il gruppo rock avrebbe dovuto pagare: una quota fissa di 2.500 euro, più il 3% dell’ incasso. Da qui si è arrivati alla quantificazione del danno in 195.231 euro. Secondo la difesa di Vastola, invece, a rispondere del danno dovrebbe essere il Consiglio comunale, “perché in 10 anni non ha fatto nulla per dare applicazione al Codice dei beni culturali”. “Per stabilire una tariffa che avesse come scopo quello di fare cassa sull’ evento, il dirigente si sarebbe dovuto sostituire all’ organo politico – ha spiegato l’ avvocato Gennaro Terracciano – Qualunque criterio da lui adottato sarebbe stato contestabile. L’ alternativa era non autorizzare il concerto. Ammesso che ci sia stato un danno, è imputabile al Consiglio comunale, a cui spettano le decisioni sulla politica culturale della città. Peraltro, tutti i costi accessori al concerto, per la sicurezza e l’ assistenza sanitaria, sono stati a carico dell’ organizzatore”.
valeria di corrado
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