17 Gennaio 2012

Sconti sulle medicine: previsti, ma nessuno li fa

Sconti sulle medicine: previsti, ma nessuno li fa

DA ROMA F armaci a prezzo scontato in farmacia? La possibilità esiste per legge ma, per ora, resta solo un ‘miraggio’. A denunciare «l’ assurdo » effetto della mancanza di concorrenza reale nel settore della vendita dei farmaci di ‘fascia C’, quelli con obbligo di ricetta medica ma a carico del cittadino, sono i parafarmacisti: il decreto ‘salva-Italia’ approvato lo scorso dicembre ha previsto per la prima volta la possibilità di sconti anche per tali farmaci, facoltà che però, affermano i farmacisti del ‘canale alternativo’, le farmacie «non stanno mettendo in pratica». «Il risultato derivante dal ‘salva- Italia’ e dall’ attuale bozza sulle liberalizzazioni – denunciano le organizzazioni dei parafarmacisti è che le parafarmacie continuano a non poter vendere i farmaci di fascia C, nonostante all’ interno vi siano dei farmacisti come i titolari di farmacie. E di fatto gli sconti in favore dei cittadini, pur essendo stati previsti, non vengono fatti dalle farmacie, dal momento che queste non devono confrontarsi con un concorrente». Da un’ indagine svolta dal Forum nazionale parafarmacie in 10 città italiane, afferma il presidente del Forum Giuseppe Scioscia, risulta che «nessuna farmacia sta applicando gli sconti previsti». Una situazione paradossale anche secondo il Codacons, il cui presidente Carlo Rienzi annuncia battaglia su questo fronte: «Stiamo organizzando un ricorso collettivo al Tar e alla Corte Costituzionale di tutte le parafarmacie ed i farmacisti non titolari di farmacia, per contestare la non totale apertura alla vendita dei farmaci di fascia C fuori dai locali delle farmacie. Stiamo raccogliendo le adesioni – spiega – e appena sarà approvata la legge sulle liberalizzazioni, nel caso in cui questa non prevedesse l’ estensione della vendita dei farmaci di fascia C fuori dal canale farmacie, presenteremo il ricorso». Ma oltre ai mancati sconti a favore dei cittadini, sono pure altre le conseguenze della bozza del decreto, come denunciano i parafarmacisti avvertendo che se passasse così com’ è ciò decreterebbe il «fallimento per legge delle 3.823 parafarmacie ». Infatti, denunciano, «si dovrà dire addio a 10mila posti di lavoro, 600 milioni di investimenti e 500 milioni di risparmi annui per i cittadini in virtù degli sconti». Ciò perché le parafarmacie «si troverebbero a competere con ulteriori 5.500 farmacie che verrebbero aperte sul territorio, senza nemmeno la possibilità di dispensare i farmaci di fascia C», la cui totale liberalizzazione porterebbe ad un «risparmio totale per i cittadini pari a 330 milioni di euro l’ anno». Insomma, la partita resta aperta. I parafarmacisti chiedono anche un nuovo incontro con il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Dal canto suo Federfarma, in rappresentanza delle circa 17mila farmacie private italiane, si dice «pronta al confronto», precisando però che le farmacie «non possono subire interventi che avrebbero un impatto destabilizzante sul servizio farmaceutico». Le parafarmacie attaccano le farmacie E il Codacons prepara un ricorso collettivo.

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