30 Dicembre 2001

«Sconti da liberalizzare»

«Sconti da liberalizzare»

Il Codacons: guardarsi dalle finte svendite

LIVORNO. «Tutti i Comuni dovrebbero chiedere la deroga. Anzi, noi intendiamo impugnare davanti al Tar norme regionali di questo tipo. Non vogliamo nessuna regolamentazione dei saldi». L`avvocato Carlo Rienzi del Codacons non è tipo da mezze misure. «Nell`interesse del consumatore – afferma – i saldi devono essere liberalizzati. I commercianti hanno il diritto di decidere i prezzi che vogliono e quando vogliono», ripete.

Libertà assoluta di vendere e svendere, dunque, accompagnata però – precisa – da controlli rigorosi. «Bisogna garantire che nessuno faccia il furbo e che non ci siano finti saldi, che oggi sono invece assai frequenti. Un esempio: le svendite per chiusura di attività.
La legge le consente, ma sono in certi casi una presa di giro bella e buona. Perché il più delle volte il negoziante non chiude affatto, anzi, dopo la promozione dice che si è ripreso e va avanti. E intanto ha raggirato la legge e anche i concorrenti».

Il Codacons critica poi il divieto di vendite sottocosto, o di offerte tipo “prendi tre paghi due“. «Noi diciamo che certi “no“ sono illegittimi. E invitiamo anche i commercianti alla contestazione.
Istighiamo, ebbene sì, istighiamo ad andare contro la legge. Chiediamo al negoziante di rischiare: prenderà la multa, naturalmente, poi però potrà impugnarla davanti al giudice di pace. E magari in questo modo si riesce a cambiare la norma».

«Anche noi siamo contrari a qualsiasi legge sui saldi», fa eco Vincenzo Donvito, presidente dell`Aduc, associazione che ha a Firenze la sede nazionale. «Deve essere il mercato a decidere, il gioco della domanda e dell`offerta, non c`è bisogno dell`intervento di un`autorità».
Secondo l`Aduc ogni Comune dovrebbe essere padrone di organizzarsi come gli pare. «E` uno svantaggio per i consumatori che i saldi si tengano ovunque nello stesso periodo perché così si affollano i negozi e si affollano pure le città, con tutto quello che ne deriva in fatto di ingorghi, parcheggi introvabili, stress e via dicendo».

Intanto l`Aduc invita i consumatori a stare attenti, soprattutto nel periodo della doppia circolazione lira-euro. «Quest`anno ci sarà un problema in più: quello di capire quanto costa la merce, e poi se il resto ricevuto è giusto. Noto molta diffidenza in giro, stimolata fin troppo dai mass media che continuamente mettono in guardia dall`imbroglio: immagino la gente alle prese con gli euroconvertitori, insomma temo un grande circo Barnum», nota Donvito. «Già oggi molti si rivolgono a noi – spiega – perché il negoziante non accetta la carta di credito o non cambia la merce (l`estate scorsa abbiamo avuto 2000 segnalazioni, di cui 500 in Toscana), la prossima stagione gli scontenti potrebbero essere di più. La raccomandazione principale è tenere gli occhi aperti contro i finti saldi: ci sono capi realizzati apposta per le svendite: quando si nota troppo assortimento, di colore e di taglia, c`è puzzo d`imbroglio».

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