12 Marzo 2014

Sclerosi invalidante, l’ Ass “sblocca” i fondi

Sclerosi invalidante, l’ Ass “sblocca” i fondi

TRAVESIO Giuseppe Mazza, il 31enne di Travesio affetto da sclerosi multipla progressiva da otto anni, nel 2013 era stato giudicato dall’ Azienda sanitaria non in possesso dei requisiti per rientrare nella fascia di disabilità grave-gravissima. Dopo la denuncia del Codacons e l’ interrogazione del consigliere regionale Giuseppe Sibau, il suo caso clinico è stato riesaminato dall’ Ass e ora la famiglia potrà beneficiare dell’ erogazione del contributo regionale per le persone in situazione di bisogno assistenziale a elevatissima intensità. Intanto, le condizioni del giovane sono notevolmente peggiorate ed i familiari si stanno organizzando per farlo curare in Germania. Duro il commento di Pierluigi Chiarla, presidente del Codacons di Pordenone, nei confronti dell’ Ass, «che l’ anno scorso ha commesso un grave errore di valutazione». «Ricordo che il diniego dell’ erogazione del contributo regionale, firmato dal direttore del distretto Nord Mario Zambon, è arrivato a circa 90 giorni di distanza dalla presentazione dei dati, da parte dell’ Ass di Maniago – osserva – Un lasso di tempo lunghissimo per una persona colpita da una malattia che peggiora di giorno in giorno», ha detto. In 90 giorni, Giuseppe ha smesso di parlare e mangiare: nonostante ciò, per l’ Ass il 31enne non era in possesso dei requisiti per rientrare nella fascia di disabilità grave-gravissima». «Un fatto assurdo, che denota pressapochismo – puntualizza Chiarla – Ora il caso è stato riesaminato, ma comunque non è stato ammesso l’ errore. Nessuno riconoscerà ai Mazza i contributi arretrati. Se si verificheranno altri casi analoghi, non ci limiteremo ad appellarci alla Regione, che tra l’ altro ci ha garantito di ottenere un risultato positivo, ma andremo dritti in Tribunale». L’ interrogazione di Sibau, comunque, ha portato ad un risultato positivo: da quest’ anno i Mazza si vedranno riconosciuto «il dovuto». La famiglia continua, però, a vivere nella disperazione. «Siamo stati illusi dall’ Italia, che ci ha solamente schiacciato con la burocrazia – afferma Saverio Mazza, padre di Giuseppe – Attendevamo da mesi la chiamata per l’ infusione con le staminali agli Spedali riuniti di Brescia, ma si sono verificati soltanto rinvii. La vicenda di Vannoni e le conseguenze che ha portato sono note. Intanto, le condizioni di mio figlio sono disperate. Abbiamo contattato un neurologo di Pordenone che ha agganci in Germania. Speriamo di trovare una soluzione. Di certo non mi fermo». Saverio non molla, nonostante sia molto provato da questa situazione, come gli altri componenti della famiglia. Accanto a loro Chiarla, pronto a sostenere i Mazza anche in questo nuovo progetto di cure all’ estero. Giulia Sacchi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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