2 Ottobre 2012

Sciopero trasporti, stop metro e ferrovie: tram e bus non garantiti

Sciopero trasporti, stop metro e ferrovie: tram e bus non garantiti

La
protesta proclamata dai sindacati andrà avanti per 24 ore. Gli autisti
di autobus, tram e metropolitane chiedono il rinnovo del contratto di
lavoro già scaduto da cinque anni. Asstra: “Tagli e crisi hanno messo
alle corde il servizio”. Consumatori: “Tavolo per sbloccare l’empasse”.
Il garante: “Sciopero è strumento importante per i lavoratori”

E’ in corso lo sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico proclamato dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa-Cisal. Gli autisti di autobus, tram e metropolitane chiedono il rinnovo del contratto di lavoro gia’ scaduto da cinque anni. “L’adesione dei lavoratori Atac allo sciopero rilevata alle 11 è del 50 per cento”, lo rende noto Agenzia per la mobilità.

TRASPORTI – Chiuse le metro A e B. Lo stesso per le ferrovie urbane Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo. Per quanto riguarda bus, tram e filobus fino alle 17 sono previste cancellazioni di corse o sospensioni di linee. Nessuna corsa sull’intera rete sara’ quindi garantita sino alle 17. A causa dello sciopero i servizi dello sportello al pubblico e del Contact Center dell’Agenzia per la mobilita’ non sono attivi. Risulta attivo il solo servizio di rilascio informazioni telefoniche sul Tpl. Il personale in turno dalle 6.30 alla Centrale della mobilita’ ha aderito allo sciopero tpl. Il presidio non e’ al momento quindi garantito. Per quanto riguarda i ceck-point per i pullman turistici sono chiusi Aurelia e Laurentina. Ponte Mammolo e’ invece aperto. Chiuso anche l’info box Termini.

LE AZIENDE DI TRASPORTO PUBBLICO – “I tagli e la crisi stanno mettendo alle corde il servizio di trasporto pubblico locale del paese – dichiara Marcello Panettoni, presidente di Asstra, l’associazione che raggruppa le aziende di trasporto pubblico locale del paese – E’ ora che le istituzioni, a tutti i livelli di governo, si ricordino di questo settore, che fa muovere 15 milioni di cittadini ogni giorno dentro e fuori le città con bus, tram, metro e treni regionali. Una domanda di mobilità collettiva in crescita esponenziale. La necessità di risparmiare spinge infatti sempre di più i cittadini ad usare i mezzi pubblici e molto meno l’automobile. Il paradosso è che a fronte di questa esigenza la politica ha risposto, negli ultimi due anni, con un taglio che ha portato via il 20% delle risorse a bus, tram e metro e con l’azzeramento di tutti gli investimenti”. “Il risultato – sostiene – è che l’Italia si ritrova nel giro di pochissimo tempo col parco autobus più vecchio d’Europa (11 anni di anzianità contro 7 anni media europea). Il quadro economico del trasporto pubblico locale comporta necessariamente il taglio delle linee e la riduzione del servizio. In questa situazione è oggettivamente impossibile procedere ad un rinnovo contrattuale che comporti un appesantimento dei costi. Lo sciopero di oggi che manda in tilt la circolazione delle nostre città per 24 ore, è un segnale di un disagio oggettivo, ma noi non possiamo non condannare una modalità di protesta che continua a scaricare sui cittadini i problemi, problemi che invece dovrebbero essere affrontati con urgenza nelle sedi istituzionali”.

CONSUMATORI – Le associazioni dei consumatori italiane aderenti a Casper-7 (Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), “di fronte all’ennesimo sciopero dei trasporti che ha gettato nel caos le città creando immensi disagi agli utenti, hanno deciso oggi di intervenire in prima persona per tentare di sbloccare la situazione dei lavoratori ed evitare una stagione di agitazioni nel settore dei trasporti pubblici”. Le 7 associazioni “annunciano oggi la decisione di convocare a un tavolo il prossimo 7 novembre i sindacati di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa-Cisal, le Associazioni Datoriali Asstra ed Anav, il Governo e gli Enti Locali, allo scopo di tentare di sbloccare l’empasse sul rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri, al centro delle numerose proteste dei lavoratori”.
“Nell’interesse degli utenti – spiegano Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori – chiameremo ad un serio confronto tutte le parti sociali, allo scopo di ottenere il riconoscimento delle ragioni degli autoferrotranvieri, il cui contratto non viene rinnovato dal 2007, ed evitare al tempo stesso una stagione di scioperi a ripetizione che hanno come unico risultato quello di danneggiare gli incolpevoli cittadini, sottoponendoli a disagi enormi ed ingiustificati”. “Negli ultimi 5 anni, infatti, le ore di sciopero nel settore dei trasporti sono cresciute del 55%, e solo nel 2011 aerei, treni, navi, mezzi di trasporto pubblico sono rimasti fermi complessivamente per 6.060 ore. Di fronte all’immobilismo delle istituzioni, le associazioni aderenti a Casper-7 chiederanno ai sindacati di attuare in futuro forme di protesta che non danneggino l’utenza, e al Governo sanzioni salate nei confronti dei datori di lavoro i quali, attuando comportamenti illegittimi sul fronte contrattuale, portano i lavoratori a scioperi ad oltranza”, concludono le associazioni.

IL GARANTE – Lo sciopero nel trasporto pubblico locale “non è un’arma spuntata, ma uno strumento importante per le rivendicazioni dei lavoratori”. Lo afferma il presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, sottolineando che “quale potrebbe essere, per i lavoratori, uno strumento alternativo di contrapposizione per incalzare le naturali controparti? È mia convinzione – afferma – che l’esercizio del diritto di sciopero continui a rappresentare qualcosa di importante per le rivendicazioni dei lavoratori, a condizione però che esso sia rispettoso di quel bilanciamento tra i diversi valori costituzionali”. “D’altro canto – scrive Alesse sul Corriere della sera in risposta a un editoriale del vicedirettore – se si finisce per considerare lo sciopero come un’arma spuntata, ce la sentiamo poi di affermare che, senza di esso, le condizioni contrattuali dei lavoratori e i loro diritti sindacali sarebbero ugualmente salvaguardati?”.
“Certo – sottolinea il presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi – c’è un rischio concreto che lo sciopero diventi un rito ed è per questo che la vera sfida si gioca sul terreno della valorizzazione delle procedure di raffreddamento e di conciliazione, anche passando attraverso un rafforzamento delle competenze dell’Autorità di garanzia, da sempre impegnata in un’intensa attività di mediazione”. “Detto questo – conclude Roberto Alesse – sarebbe ben strano se uno sciopero, pur legittimo, non creasse disagi. Quella delle fasce orarie garantite durante lo sciopero nel settore dei trasporti, infatti, è una tecnica di contemperamento che è stata sempre accettata dalle parti sociali e dagli stessi utenti, al fine di garantire il flusso di pendolari, lavoratori, studenti e il relativo rientro (il che non avviene in altri Paesi)”.

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