17 Settembre 2003

Sciopero spesa, acquisti del -10%


Davanti alle vetrine la solita folla curiosa. Nei negozi, invece, una rarefatta atmosfera di calma. I mercatini rionali, tappezzati di manifesti che invitavano allo sciopero della spesa, sono apparsi vivaci come al solito ma tra cassette di pesce e verdure non si parlava d`altro, con buona pace degli operatori mercatali: ?Chi non spende oggi ? dicevano i più – lo farà domani?. Ieri, giornata dello sciopero nazionale della spesa, in città, come del resto in tutta Italia, negozianti, commessi e ambulanti hanno vissuto un giorno un po? diverso dagli altri, un giorno che ha registrato un notevole calo delle vendite rispetto al solito.? 47% secondo le associazioni dei consumatori; -10% secondo i sodalizi dei commercianti. Tra chi esagera e chi minimizza (è un fenomeno già ricorrente verso la fine di ogni mese), il dato reale, probabilmente, è a metà strada. Mentre il fatto che emerge prepotentemente dalla protesta di cui si sono fatte promotrici le associazioni aderenti all?Intesa dei consumatori, e segnatamente Codacons, Adusbef, Adoce e Federconsumatori ? è che la denuncia del forte rincaro del costo della vita che ha stravolto i consumi della maggioranza delle famiglie sta finalmente scuotendo le coscienze. Ammettono gli aumenti indiscriminati esponenti del governo (il ministro Marzano, però, omette le proprie responsabilità assegnandone la colpa alle Regioni), hanno rigurgiti di coscienza amministratori locali (a Roma il sindaco Veltroni ha varato un pacchetto di 8 prodotti alimentari ? ribattezzato ?La sporta della spesa? e di cui fanno parte verdura, frutta, formaggio, carne e pesce ? ad un prezzo imposto e calmierato di 12 euro) e finanche le associazioni dei commercianti non negano più ad oltranza: ?I veri responsabili dell?aumento dei prezzi sono l?assenza di una politica di lotta agli oligopoli, la crescita delle tariffe locali, i rincari dei prezzi alla produzione del settore agroalimentare? ha dichiarato il presidente nazionale della Confcommercio Sergio Billè. Tutti d?accordo sull?esistenza del problema, quindi. Peccato che nessuno, nella filiera che dalla produzione va alla distribuzione, ammetta le proprie responsabilità mentre il potere d?acquisto di stipendi e pensioni diminuisce a vista d?occhio?


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