Sciopero, metro chiuse e autobus a singhiozzo Quattro ore di paralisi
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fonte:
- Il Messaggero
code alle fermate dei bus, assalto ai taxi, corse dei treni locali soppresse: «non bastano i disservizi di tutti i giorni»
LA GIORNATA «Gli scioperi dei mezzi pubblici non ci colgono più di sorpresa, siamo ormai assuefatti a questa storia tristissima che, puntuale, scandisce molti venerdì, oggi ho preso la bicicletta e le dirò: forse ho fatto anche male perché non ci guadagnerò affatto in salute con tutte queste auto che girano e lo smog nell’ aria». Beatrice Cozzoli, 34 anni, indossa il caschetto di protezione di fronte all’ ingresso della metro di Monti Tiburtini. Deve raggiungere, come ogni mattina, piazza Bologna, per iniziare il lavoro in un negozio di viale delle Province. E ieri l’ ha dovuto fare in sella alla sua bici. Sono da poco trascorse le nove del mattino e i cancelli della metropolitana restano sbarrati. Lo sciopero del trasporto pubblico indetto da Cub, la Confederazione unitaria di base, e da CambiaMenti M410, è iniziato e proseguirà fino alle 12.30. Con esso, i disagi agli utenti: pendolari e turisti che, a migliaia come ogni giorno, tentano di muoversi nella Capitale utilizzando i mezzi del trasporto pubblico. La stazione Termini anche ieri mattina è tornata a regalare l’ ormai conosciuto scenario di una città semi-paralizzata per i dipendenti dell’ Atac e della Roma Tpl che hanno incrociato le braccia. Sono tornati i capanelli alle fermate dei bus, i malumori dei pendolari, l’ agitazione di anziani e pensionati. LE PROTESTE «Non è soltanto lo sciopero di oggi», tuona uno dei tanti cittadini in attesa, a Termini, alla fermata del bus 360. «Questo si va a sommare a tutta una serie di disservizi che noi utenti siamo costretti a scontare e di fronte ai quali, non si sa per quale motivo, non si riesce a far nulla». «Vogliamo parlare dei ritardi dei treni della metro – aggiunge un altro pendolare, Roberto Custureri – dei vagoni che si rompono o delle pensiline degli autobus che crollano in testa ai passeggeri?». «Con queste premesse – conclude – come possiamo tollerare gli scioperi?». I disagi maggiori si sono registrati sulla Roma-Lido dove ieri sono saltati in media 2 treni su 3, ma non sono mancate neanche le proteste in Centro. «Gli scioperi dovrebbero essere tutti precettati», aggiunge stizzita Lavina Duca «mezzi che sembrano carri bestiame, treni della metro sporchi, taccheggi e borseggi all’ ordine del giorno, dobbiamo continuare a sopportare anche gli scioperi». Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli è riuscito, con un’ ordinanza diramata giovedì, a ridurre le ore della protesta in Atac ma nonostante questo, nonostante proprio a Roma, diversamente da altre città italiane, l’ agitazione sia durata 4 ore invece che 24, non sono mancate le lagnanze. Al fianco dell’ indignazione è tornata puntuale anche l’ ironia degli utenti sui social-network. «Sciopero dei trasporti, mezzi pubblici inesistenti – cinguettava un utente su Twitter – ma a Roma nessuno ha notato la differenza #sciopero». L’ AZIENDA Dall’ azienda municipale del trasporto pubblico, il direttore generale dell’ Atac, Marco Rettighieri, ha ringraziato il personale per avere riattivato «il servizio nei tempi previsti, evitando così ulteriori disagi agli utenti». E in effetti, almeno in questo, bisogna dare atto ai dipendenti e agli autisti di aver rispettato gli orari dello sciopero. Da Ferrovie dello Stato (l’ agitazione coinvolgeva anche la rete ferroviaria) hanno fatto sapere che la circolazione dei treni regionali è stata pressoché regolare con una media di corse effettuate pari al 90% di previste in orario. Ciononostante, il Codacons è tornato a chiedere l’ abolizione definitiva degli scioperi nel settore dei trasporti pubblici nella Capitale o, eventualmente, la sua sostituzione con altre forme di protesta, nel rispetto dei diritti del lavoratori. «Al posto dei classici scioperi – ha spiegato il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – proponiamo l’ apertura dei tornelli alle stazioni della metro e la sospensione dei controlli sui biglietti, in questo modo si tutelerebbe utenti e lavoratori provocando un danno solo alla controparte, ossia il datore di lavoro». Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: Carlo Rienzi, roma, Sciopero, trasporti
