Sciopero, le nuove norme accendono un caso Asf
-
fonte:
- La Provincia di Como
In poche altre città d’Italia si è assistito a uno scontro tra sindacati e azienda del trasporto pubblico locale così lungo e serrato come quello che si trascina da quasi due anni a Como tra autisti e Asf Autolinee. Secondo la Filt-Cgil e il Codacons di Como i cambiamenti previsti dalla nuova legge (per proclamare uno sciopero nei trasporti sarà necessario un referendum consultivo preventivo obbligatorio, a meno che a proclamarlo non siano sindacati con più del 50% di rappresentatività) sul Lario rischiano di sortire effetti opposti alle intenzioni, spingendo i lavoratori all’illegalità. Guido Scarpino, segretario Filt Cgil, è preoccupato: «In quasi nessuna azienda un sindacato raggiunge la rappresentanza del 51%, anche se a Como sia nella Navigazione Laghi che in Asf più o meno la Cgil raggiunge il 50%. Togliendo l’unico strumento di protesta ai lavoratori si rischiano reazioni radicali che portano a situazioni ingestibili e incontrollabili. La legge dovrebbe prevedere vincoli più stretti anche per le aziende, così da evitare quello che è successo a Como quando Asf ha adottato atti unilaterali che poi hanno causato lo sciopero non proclamato a settembre. Siamo molto preoccupati, visto soprattutto che tra qualche mese andranno discusse nuove questioni». Anche il Codacons di Como, strano ma vero, critica le nuove regole sullo sciopero. Il presidente Mauro Antonelli, ha gli stessi timori di Scarpino: «Limitare lo sciopero è una misura controproducente. Più i limiti dello sciopero sono stretti più è facile che le proteste assumano connotazione d’illegalità. E siccome è raro che ci siano sanzioni penali si rischierebbe di incentivare tali atteggiamenti. Piuttosto si dovrebbero legalizzare altre forme di protesta, come lo sciopero del biglietto che gli autisti di Asf hanno già attuato, con il rischio però di essere sanzionati dall’azienda». Un commento favorevole alla proposta del disegno di legge arriva da Pietro Frontali, direttore delle risorse umane del Gruppo Arriva (società con quote in Asf): «Aspettiamo che vengano definiti i dettagli, ma in linea di massima credo che i cambiamenti possano essere accolti favorevolmente a patto che poi sia garantito il rispetto delle regole. La scelta di uno sciopero – ha poi concluso Frontali lasciando con evidente riferimento alla situazione comasca – deve essere condivisa dagli autisti e proclamato dagli stessi, e non solo dai sindacati».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
