20 Luglio 2006

Sciopero in famiglia E la signora Bersani non ci sta

Una giornata speciale per Daniela Ferrari, dipendente di una farmacia comunale di Piacenza, ma anche moglie del ministro Pierluigi Bersani, mente e braccio del decreto legge sulle liberalizzazioni che consente la vendita di medicinali nei supermarket, “casus belli“ della mobilitazione dei farmacisti. Ma il decreto non provoca scontri, almeno in famiglia. Il provvedimento di liberalizzazione della vendita delle medicine da banco anche nei super trova infatti la piena condivisione di Daniela Ferrari, come dipendente comunale prima che come moglie del ministro: “I vantaggi sono chiari – ha spiegato la signora Ferrari in Bersani – i consumatori potranno acquistare dei prodotti da banco nei supermercati e scegliere tra i prezzi più competitivi, sempre sotto la mano protettrice di un farmacista. Non vedo perché se una farmacia può vendere ventriere, sandali e biberon, articoli quindi che hanno ben poco a che fare con l`attività specifica del settore, un supermercato non possa vendere medicinali“. “Adeguiamoci all`Europa – ha aggiunto – e non perché, come dice Tancredi nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, tutto cambi perché tutto resti come prima“. Ieri, intanto, in Lombardia il 95% delle farmacie ha aderito allo sciopero indetto da Federfarma contro il decreto Bersani, secondo il presidente della federazione fra i titolari di farmacia della regione, Paolo Gradnik. A Milano sono restate aperte le 85 farmacie comunali e le 31 farmacie private in turno diurno, cui sono subentrate in serata le 21 farmacie notturne. E ieri il Codacons è tornato all`attacco: saranno denunciate le farmacie chiuse per interruzione di pubblico servizio le farmacie chiuse oggi per lo sciopero, ed invita i cittadini a segnalarle. In un comunicato l`associazione per la difesa dei consumatori, che chiede ai cittadini di telefonare al numero a pagamento 892-007, o contattare via mail ([email protected]).

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