Sciopero, è guerra sulle adesioni. In vista nuovi stop
Roma. Un?adesione trasversale, consistente, che non ha paralizzato la circolazione ferroviaria ma ha fatto viaggiare i treni a singhiozzo. Disagi per viaggiatori e pendolari, anche se le fasce protette e i programma dei treni a lunga percorrenza sono stati rispettati anzi, hanno viaggiato 11 treni in più del previsto. Lo sciopero nazionale di 24 ore (terminato ieri sera alle 21) proclamato dai ferrovieri sull?onda del disastro di Crevalcore, senza l?adesione dei sindacati, ha contato su adesioni dal 35% all?80-90% secondo i promotori, ferme all?8,7% in serata (dato medio del gruppo), per le Ferrovie, dal 14% della mattinata). Ma al di là della solita guerra di cifre, i disagi nelle stazioni e soprattutto lungo le dorsali del Centro-Nord non sono mancati. In Emilia adesioni boom, secondo lo Sma: 85% sui convogli a lunga percorrenza e 98% sul trasporto regionale e il 70% dei dipendenti ha comunicato per lettera la propria adesione, per aggirare l?effetto-precettazione.
A sostenere la protesta dei rappresentanti di base e di quelli della sicurezza, Sult, Sincobas e Fltu, mentre gli altri sindacati di categoria – Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Sma e la stessa Orsa – non hanno aderito lasciando agli iscritti «libertà di coscienza».
L?emozione per il disastro ferroviario di Crevalcore ha mosso un? adesione trasversale, coinvolgendo nell? astensione anche iscritti ai sindacati non coinvolti. E quest?ultimi si preparano già un altro sciopero, sempre per la sicurezza, che cadrà ai primi di febbraio con tutta probabilità.
Le fasce protette per i pendolari (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) sono state rispettate così come il programma dei treni a lunga percorrenza messo a punto da Trenitalia che è riuscita a far viaggiare 11 treni in più rispetto al programma. Emilia, Lombardia e Toscana le regioni dove i disagi sono stati maggiori. E per una volta non hanno protestato neppure i consumatori: anzi Intesaconsumatori ha appoggiato lo sciopero definendolo «sacrosanto».
Proteste di pendolari solo in Ciociaria: dopo tre ore di ritardo nella partenza di un convoglio , hanno minaccia t o la paralisi ferroviaria
Del problema sicurezza sulle ferrovie, si è occupato anche il cardinale Camillo Ruini, pregando per le vittime dell?incidente in occasione del consiglio permanente della Cei a Bari: «Dopo il gravissimo incidente ferroviario della Bolognina sembra davvero necessario un approccio complessivo, che riguardi l?insieme delle nostre infrastrutture».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
-
Tags: Ferrovie, ferrovieri, intesa, pendolari, Sciopero, sicurezza, treni, Trenitalia
