SCIOPERO FARMACIE: PROTESTA RIUSCITA, DISAGI E APERTURE
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fonte:
- Ansa
PRONTI A NUOVE PROTESTE. MINISTRO, NON FAVORIAMO SUPERMERCATI
(ANSA) – ROMA, 19 lug – Nella loro prima protesta unitaria i
farmacisti hanno dimostrato di essere compatti: secondo la
Federfarma l`adesione nazionale è arrivata al 93%, con punte
del 100 per cento in alcune province. Le saracinesche sono
rimaste abbassate contro il decreto Bersani.
“La compattezza con cui i colleghi hanno aderito allo
sciopero dimostra quanto i farmacisti siano preoccupati per il
futuro della loro professione e per le conseguenze sui cittadini
dell`indebolimento del servizio farmaceutico“ ha affermato
Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma.
In alcuni centri i colleghi hanno organizzato forme di
protesta spontanee. A Roma più di 800 farmacisti in camice
bianco hanno manifestato sotto i Ministeri dello sviluppo
economico e della salute e hanno distribuito volantini,
spiegando ai cittadini i motivi dell`agitazione.
Venerdì 21 luglio conclude Caprino si terrà l`assemblea
nazionale di Federfarma, alla quale è stato invitato il
Ministro Bersani. Se non avranno segnali concreti di apertura i
farmacisti sono pronti a programmare nuove, pesanti forme di
protesta.
I farmacisti comunali di Assofarm, che non hanno aderito alla
protesta, e che oggi hanno attutito i disagi dei cittadini,
hanno preso distanze dallo sciopero. .
“Intanto va detto – ha commentato Assofarm – che non si tratta
di uno sciopero ma di una serrata: la prima nella storia delle
Farmacie italiane. Reazione spropositata,a nostro giudizio,
perché le misure con tenute nel Decreto Bersani non sono un
fulmine a ciel sereno“. Infatti da diversi anni, ricordano, si
parla della fuoriuscita del farmaco da banco dal canale
esclusivo delle farmacie.
Lo stesso ministro Bersani ha però lasciato comprendere che
esiste qualche possibilità di apertura rispetto alle richieste
dei farmacisti.
Le norme presenti nel decreto competitività relative alle
farmacie propongono “modelli largamente diffusi anche in
Europa. E diciamo anche che l`aspirina in quei Paesi costa
meno“, ha affermato il ministro per lo Sviluppo economico a
margine di un convegno di Unioncamere.
Bersani si è detto dispiaciuto per l`uso di alcuni argomenti
“allarmistici, che fanno torto all` intelligenza dei
consumatori. Io credo – ha osservato – che misure come queste
debbano essere recepite come ammodernamento del sistema e poi è
anche importante ribadire che non sono contro nessuno. Tuttavia
bisogna consentire – ha aggiunto – qualche possibilità in più
di entrata nel mondo del lavoro ai giovani“. Per quanto
riguarda le proteste dei farmacisti, Bersani ha voluto
ricordare, “visto che ci sono le agitazioni in corso, che
quando si dice la parola `farmacisti`, questa non è un sinonimo
di titolare di farmacia. In questo Paese ci sono anche altri
farmacisti – ha ricordato – laureati in farmacia, dipendenti
comunali, etc., andando a costituire una realtà piuttosto
varia. Noi in realtà chiediamo che in un esercizio commerciale
ci sia un farmacista e che i prodotti da banco vengano venduti
in luoghi separati; ma se uno si legge la riforma del commercio,
quella generale, potrà vedere con chiarezza che un cittadino
farmacista può benissimo aprirsi un esercizio nel quale
operare, con medicinali da banco e con altre merceologie“. Il
provvedimento, ha poi rassicurato il ministro, “non ha lo scopo
di favorire la grande distribuzione“.
Alcune associazioni, come il Codacons, si sono infine dette
pronte a denunciare per interruzione di pubblico servizio le
farmacie chiuse, invitando i cittadini a segnalarle, ed a
boicottarle domani, rifornendosi solo presso quelle comunali.
(ANSA).
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