Sciopero e accuse «26 autisti malati» L’ ira della Madia: «Pronta la stretta »
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fonte:
- Il Messaggero
atac denuncia: troppi i certificati e le richieste di permessi il ministro della pa: le anomalie nelle presenze un fatto grave
I DISAGI Un giorno da dimenticare. Il Natale di Roma rovinato dallo sciopero del trasporto pubblico e dalle agitazioni sindacali dei dipendenti nei servizi comunali. Non basta. Assenze di massa tra gli autisti e i macchinisti Atac, sospette come quelle dei vigili urbani nel Capodanno 2014. È stata la stessa azienda a denunciare «un notevole aumento dei casi di malattia dichiarati a inizio turno dai lavoratori e delle richieste di permessi». Nel pomeriggio è arrivato, duro, l’ intervento del ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia che in un tweet ha solidarizzato con i romani stigmatizzando il comportamento degli assenteisti: «#Atac se confermate anomalie presenze è fatto grave. Dispiace per ennesimo disagio ai romani. Con #riformaPA stretta su assenze di massa». I certificati di malattia sono fioccati dopo il diktat del prefetto Franco Gabrielli che ha negato alla sigla Orsa di estendere l’ agitazione alle 8 ore. Furioso il dg Marco Rettighieri che ha inviato tutte le risorse disponibili sul territorio, «compresi i dirigenti», per assicurare la regolare ripresa del servizio, disponendo «visite fiscali a tappeto». Ventisei i macchinisti su 121 che hanno disertato Metro A e B, chiuse; nel caso della B «è risultato scoperto il triplo dei turni rispetto alla media». Su 26 assenze, 12 erano per malattia, 4 per la malattia di un figlio, il resto per congedi parentali o legge 104. Anche il Garante per gli scioperi ha annunciato verifiche. Per il Codacons il Natale di Roma è stato «boicottato». IN GINOCCHIO Nel giorno del compleanno numero 2769, con i musei civici aperti e i festeggiamenti calendarizzati da tempo, quattro ore di agitazione (dalle 8,30 alle 12,30) indette dai sindacati minori Faisa Confail, Orsa Tpl, Sul, Usb e Utl sono bastate per mettere in ginocchio la città. Metropolitane sbarrate, Roma-Lido con un solo treno in servizio con frequenze bibliche poi soppresso, la Termini-Centocelle a singhiozzo e poi ancora corse saltate per bus e tram con migliaia di persone accalcate alle fermate o in coda per un taxi. Caos alla stazione Termini dove i pochi autobus in funzione sono stati presi d’ assalto. Resse ai tornelli prima delle 8,30 per salire sui treni. «Ho una visita prenotata da mesi – dice Tonia Alberti, 39 anni, diretta al Pertini – spero di farcela altrimenti dovrò andare a piedi». Traffico impazzito. Tra azienda e sindacati è stata anche guerra di cifre sull’ adesione allo sciopero: per l’ Usb il 70%, per l’ Atac il 10,5%, dato a cui si aggiungono malati e permessi. «La malattia è conseguenza dell’ accordo del 17 luglio che ha aumentato i carichi di lavoro», dice Michelle Frullo, dell’ Usb. «Questo attacco ai lavoratori – aggiunge Renzo Coppini, del Sul – ci meraviglia perché cade in un momento in cui alcune nostre proposte sembravano trovare riscontro». Cinquecento i dipendenti comunali, invece, che si sono riuniti ieri mattina in assemblea in via della Greca lasciando gli uffici sguarniti. Alessia Marani © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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