21 Luglio 2017

Sciopero dimezzato ma città in tilt

`metro chiuse per quattro ore ed è stato il caos: migliaia di romani e turisti a piedi, taxi introvabili e bus fantasma `alle 8.15 le banchine delle stazioni erano stracolme: spintoni, liti, grida per riuscire a prendere l’ ultima corsa
LA PROTESTA Quattro ore sono state sufficienti a mandare in tilt una giornata a migliaia di romani e turisti. Quattro ore durante le quali le due linee della metropolitana A e B sono rimaste chiuse, i bus si sono visti pochissimo, gli stalli dei taxi erano affollati. «Ma che succede?» chiedeva ieri disperata una turista irlandese arrivata a Termini. La vista della folla di disperati che aspettavano da ore un taxi deve averla impressionata parecchio. «Semplicemente lo sciopero signora, noi ormai ci siamo abituati» la risposta di una ragazza stremata che dopo essere arrivata in bus da San Basilio (il tragitto le è costato la sveglia alle 6), tentava l’ ultima tappa fino a Lungotevere a piedi «per non saltare del tutto la giornata di lavoro». Insomma, anche se lo sciopero del personale in Atac è stato ridotto a 4 ore per decisione della Prefettura a causa di «un complesso di fattori concomitanti», i disagi ci sono stati, eccome. LA RABBIA Il caldo, gli incendi, l’ intenso flusso turistico e il concerto dei Red Hot Chili Peppers, hanno spinto il prefetto Laura Basilone a limitare dalle 8.30 alle 12.30 lo sciopero che i sindacati avrebbero voluto per l’ intera giornata. Dopotutto i romani ne hanno abbastanza di metro chiuse e bus guasti o scomparsi: «Da gennaio uno sciopero ogni 22 giorni» sottolineava ieri il Codacons. Lavoratori, studenti, pendolari non hanno neanche bisogno di tenere il numero: a ricordare le giornate di sciopero, sono le ore perse a lavoro, gli appuntamenti saltati, lo stress, la fatica, i taxi collettivi. Ieri il caos ha attanagliato le viscere di Roma poco prima delle 8.30, quando è scoccata l’ ora dello sciopero: banchine delle metro A e B stracolme, spintoni. Insomma, o si saliva su quei vagoni o si cadeva nel buco nero di una città assolata senza trasporti pubblici. Filippo ieri raccontava: «Metro B, direzione Laurentina: il treno al capolinea attende fermo le 8,30 per 20 minuti per fare l’ ultima corsa. Banchine in tilt». Alle 8.15 sulla banchina di Battistini si parlava di «carro bestiame». GLI INTOPPI Una costellazione di corse saltate per i bus: quelli diretti in Centro, così come quelli che andavano in periferia. Ieri mattina guai anche per la Roma-Lido che è stata chiusa, servizio ridotto sulla Termini Giardinetti. Sul fronte del traffico non è andata meglio: file sulla Tiburtina e sulla Casilina, sul Raccordo alla Diramazione Roma Nord e tra Laurentina e Appia, code su via Prenestina, ma anche in Centro. Secondo l’ Usb «circa il 70% del servizio su gomma di superficie è rientrato negli impianti». Il Codacons ha anche chiesto all’ Atac di verificare se le giornate di sciopero vengono sottratte dagli stipendi. Alle 12.30 le stazioni delle metro hanno riaperto ed è stata ancora ressa sulle banchine. Disagi finiti? Niente affatto: la metro B ha iniziato a registrare ritardi per un guasto tecnico agli impianti di circolazione. Le linee 706, 115 e 870 sono risultate inattive a singhiozzo per «indisponibilità di vetture». Insomma, finito lo sciopero, il trasporto pubblico è tornato come prima: un disastro. Laura Bogliolo © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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