Sciopero di tre giorni. E la benzina aumenta
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Da inizio settimana, in tutta Italia e di conseguenza anche a Bergamo, fare benzina costa di più. Nei prossimi giorni – oltre allo sciopero di tutti i gestori che è già stato annunciato tra il 15 e il 17 settembre – il carburante aumenterà ancora da 0,5 a 1 centesimo per litro con la verde che supererà nuovamente la soglia degli 1,4 euro al litro. C’ è da chiedersi se si tratta di speculazione prima dello sciopero, visto che il prezzo del petrolio al barile è sceso. Nonostante tutte queste notizie negative chi abita in città, con un piccolo sforzo, potrà evitare questa autentica «bastonata». Come? Una possibilità è il classico fai da te, cioè rifornirsi al «self service» che, in genere, costa sempre meno ovunque. Nella nostra inchiesta sulle tariffe dei carburanti in città, emerge inoltre che la strada più conveniente è via Carducci dove ci sono diversi distributori con tariffe concorrenziali. Per capire il risparmio basta dare un’ occhiata ai prezzi indicati nella tabella a fianco e fare qualche semplice calcolo. DATI E SPECULAZIONI Ogni mese rileviamo i prezzi di una decina di stazioni di servizio sparse in città e, anche questa volta, i prezzi convenienti si registrano proprio in via Carducci. Sia chiaro: anche in questi distributori i prezzi sono in aumento (questa settimana costa di più il diesel e pure la verde sia rispetto ad aprile che a sette giorni fa) ma nonostante questo restano le più convenienti in città. Per risparmiare davvero non c’ è altra soluzione che fare un bel pieno altrimenti quel che si spende in meno per 10 o 15 euro di benzina è davvero troppo poco. Nel complesso, guardando la tabella a fianco (per ora in tante realtà gli aumenti sono contenuti ma presto aumenteranno ancora), quello che fa arrabbiare maggiormente i consumatori bergamaschi è il fatto che il barile di petrolio – rispetto ad esempio al mese di aprile – costa meno ma il prezzo della benzina non segue lo stesso andamento. A conferma di questo poco più di un anno fa – il 5 agosto 2009 – avevamo pubblicato su «L’ Eco» la stessa indagine nelle medesime stazioni di servizio con i prezzi del carburante del 4 agosto 2009. Allora il petrolio costava 70 dollari – praticamente la stessa cifra di oggi – ma i prezzi alla pompa erano molto più bassi. Qualche esempio? L’ Erg di viale Giulio Cesare vendeva il diesel «Self» a 1,118 euro al litro (oggi costa 1,208 euro al litro pari a un +8%), la Shell di via Maj proponeva la verde «Self» a 1,267 euro al litro (oggi costa 1,330 euro al litro + 5%). In questa statistica non si salvano nemmeno i distributori di via Carducci: davanti alla pompa del diesel «Self» di Auchan 13 mesi fa – sempre a parità di prezzo del barile di petrolio – si leggeva 1,086 euro al litro, oggi si legge 1,176 (+8%). «Sono le compagnie a decidere i prezzi esposti tutte le mattine – si difendono i benzinai che ogni giorno raccolgono le proteste degli automobilisti arrabbiati per queste speculazioni –. E’ tutta colpa delle compagnie petrolifere». POLEMICHE SUGLI AUMENTI Gli aumenti del carburante di questi ultimi giorni e lo sciopero di settimana prossima stanno facendo discutere molto: «Gli aumenti dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana registrati in queste ore sono inaccettabili e potrebbero essere frutto di mera speculazione sulle spalle degli automobilisti – dichiara in una nota il Codacons –. Questo rincaro avviene proprio pochi giorni prima della serrata dei distributori, che si protrarrà per tre giorni penalizzando chi decidesse di fare il pieno in vista dello sciopero». Per questo, il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi chiede l’ intervento dell’ Antitrust, per accertare se i rincari siano giustificati o se siano invece frutto di un «comportamento speculativo a danno degli utenti». Secondo Federconsumatori e Adusbef i nuovi aumenti del prezzo dei carburanti sulla rete italiana sono del tutto ingiustificati: «Confrontando gli stessi prezzi con i periodi in cui il petrolio si attestava agli stessi livelli attuali, e ovviamente tenendo conto dell’ andamento del cambio euro-dollaro – scrivono le due associazioni in una nota – emerge che oggi la benzina dovrebbe costare almeno 6-7 centesimi in meno rispetto a quanto viene venduta. Gli aumenti – sottolineano ancora – continuano a determinare pesanti ricadute sui consumatori: 84 euro annui per costi diretti e circa 63 euro per costi indiretti, pari a 147 euro complessivi per ogni automobilista. Una situazione che le famiglie non riescono più a sopportare». Fra i politici dell’ opposizione c’ è chi se la prende anche con il Governo che, secondo Enrico Gasbarra deputato Pd e membro della commissione Trasporti alla Camera, sta mostrando totale disinteresse per la questione: «Da parte di chi si deve occupare del problema c’ è un silenzio assordante – ha spiegato in una nota –, anche per l’ incredibile assenza, da ben 129 giorni, del ministro allo Sviluppo, e questo nonostante l’ ennesima promessa del Premier Berlusconi della nomina in questa settimana, del responsabile di un dicastero così importante e delicato per il sistema-Paese». Vittorio Ravazzini nascosto –>
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