12 Settembre 2002

Sciopero della spesa, un milione e mezzo ha rinunciato

Sciopero della spesa, un milione e mezzo ha rinunciato

I dati dell`Intesa dei conumatori e della Uil parlano di un`adesione massiccia, tra il 38 e il 40% della popolazione. I commercianti: “Ma se non compri oggi vuol dire che l`hai fatto ieri o lo farai domani“.

ROMA – “ Sono d?accordo con lo sciopero, ma faccio la spesa comunque, perché mi serve. Perché oggi si mangia come gli altri giorni“. Le ragioni dello stomaco la vincono quasi sempre sulle mobilitazioni. Anche se a girare tra i banchi dei mercati si respira una certa aria di depressione, una mancanza d?entusiasmo nel vendere e nel comprare. A Roma, come nelle altre città italiane, è stato indetto dall?“Intesa dei consumatori“ (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), uno sciopero degli acquisti. Difficile dire, però, se questa atmosfera dimessa sia un segno che la manifestazione è riuscita, oppure semplicemente una reazione generale e radicale al caro prezzi e all`inflazione.

Andrea, fruttivendolo di Campo de` Fiori, spiega l`alto costo della mercanzia che propone sul suo banco: “Un paio di scarpe costa tre volte quello che costava prima. Se aumenta anche la roba che dobbiamo comprare noi, ovviamente saremo costretti ad aumentare i prezzi“. Per tutti l`aumento dei prezzi è scandaloso, ma a tutti quella di oggi è sembrata una giornata più o meno come le altre. Anche se i dati raccolti, comunque, vanno in un?altra direzione. Secondo la Uil di Roma e Lazio, so lo nella Capitale l?adesione nei negozi, centri commerciali compresi, da una prima stima (fino alle 13.00 di oggi) risulta essere di circa il 38-40% dell?intera popolazione, quasi il doppio rispetto al risultato ottenuto a luglio (20 ? 25%), per un totale di circa 1.600.000 persone che non hanno fatto alcun acquisto. Anche secondo l“`Intesa dei consumatori“ l`adesione è stata massiccia, oltre il 38 % dei romani si è astenuto almeno da un acquisto.

Al mercato dell?Esquilino, di sicuro più popolare rispetto Campo` de Fiori, la spiegazione è semplice e funzionale. “ I prezzi non li abbiamo aumentati, ma il problema è che quando la gente non ha soldi, spende su tutto tranne sul mangiare ? dice Carlo, da dietro al bancone di una macelleria – Telefono, luce, bollette: è su quello che non c?è difesa“. Ma c`è anche chi, come Maria, fruttivendola, è convinta dell`inutilità totale di uno sciopero come questo: “Secondo me, se la gente ne aveva bisogno, la spesa l?ha fatta, altrimenti no. Un?iniziativa di questo tipo non ha senso perché tanto non cambia niente per nessuno. Chi dice che fa sciopero oggi è perché tanto la spesa l?ha fatta ieri“.

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