Sciopero della spesa, sfida sul calo dei consumi
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fonte:
- Corriere della Sera
Le associazioni: acquisti dimezzati. I commercianti: meno del 10 per cento
Commercianti soli, in attesa dietro il bancone. Clienti che si avvicinano alle vetrine. E si allontanano risentiti dopo aver sbirciato i prezzi. Secondo l?Intesa Consumatori, promotrice dello sciopero della spesa di ieri, è questa la fotografia della giornata. Le quattro associazioni parte dell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) rivendicano il successo della protesta. Ma le rappresentanze dei commercianti sembrano aver vissuto un 16 settembre diverso: acquisti senza variazioni o addirittura in crescita per la Confcommercio. In leggero calo (del 10 per cento) per la Confesercenti.
LE RAGIONI DELLA PROTESTA – Allo sciopero della spesa hanno aderito Cgil, Cisl, Uil e i partiti d?opposizione. Forme di supporto da Cia e Coldiretti. «Ieri l?afflusso dei consumatori nei negozi in media è diminuito del 47 per cento. Si va dal 38 per cento di Milano al 56 per cento di Palermo e Napoli», tira le somme Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. In particolare, a Napoli il calo si può quantificare in 10 milioni di euro. Forte di questo bilancio, l?Intesa rilancia: «Aspettiamo tavoli di confronto col governo su tariffe e fiscalità – dice Trefiletti -. Con i commercianti, invece, vorremmo studiare iniziative di calmieramento prezzi e forme di autoregolamentazione». Dal canto suo, il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha anticipato ieri le linee guida di futuri interventi: «Maggiore concorrenza; sostegno al commercio elettronico che riduce costi e prezzi dei commercianti; creazione di distretti commerciali per aiutare i negozi a ottenere prezzi di fornitura più bassi; liberalizzazione dei saldi».
LA GUERRA DELLE STIME – Come è possibile tanta distanza nella valutazione dell?esito dello sciopero? «Iniziative come quella di ieri sfuggono a qualsiasi misurazione attendibile» taglia corto Daniele Tirelli, vice presidente di ACNielsen, società di ricerche e analisi di mercato. D?altra parte il contrasto tra rappresentanze dei commercianti e dei consumatori va oltre i numeri. «Lo sciopero della spesa ha sbagliato indirizzo» dice il presidente di Confcommercio, Sergio Billé. La confederazione individua i veri responsabili dell?aumento dei prezzi nell`assenza di una politica di lotta agli oligopoli; nella crescita di tariffe e imposte locali; nei rincari dei prezzi alla produzione nel settore agroalimentare. Su quest?ultimo punto concorda Marco Venturi, presidente della Confesercenti. Che aggiunge: «Anche bar e ristoranti risentono degli aumenti dell`ortofrutta, delle tariffe e della tassazione locale».
CONTRASTI TRA LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI – Lo sciopero della spesa è stato criticato dalle cinque associazioni aderenti ai Consumatori indipendenti. Tra queste, il Movimento consumatori, presieduto da Lorenzo Miozzi, secondo cui «iniziative come questa rischiano di essere strumentalizzate dai sindacati». Contraria anche Altroconsumo: «Che la commistione tra sindacato e rappresentanze dei consumatori fosse negativa lo dicevamo da tempo – puntualizza il presidente, Paolo Martinello -. Inoltre, più che sollecitare i consumatori a non spendere, bisogna fornire strumenti per spendere meglio».
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