Sciopero della spesa il 13 settembre
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fonte:
- Giornale di Brescia
A proposito degli annunciati rincari d`autunno, le associazioni dei consumatori bresciane mostrano cautela in attesa di dati certi e completi, pur sottolineando come la questione resti assolutamente all`ordine del giorno. La guardia dunque resta alta, anche se nessuno dei rappresentanti dei consumatori intende attaccare i panificatori o gli industriali del settore alimentare. “Mi risulta – dice Fausto Filippini, responsabile di Federconsumatori Brescia – che nel mese di luglio, stando alle rilevazioni Istat, il prezzo del pane comune sia cresciuto dello 0,4% rispetto a giugno e del 2,5% rispetto all`anno scorso, con un prezzo che oggi mediamente si aggira intorno ai 2,80 euro al chilo. Malgrado gli incrementi sopportati dai panificatori – prosegue Filippini – mi sembra che i rincari paventati siano eccessivi, anche se non voglio disconoscere le ragioni dei produttori e preferisco non dare giudizi sommari“. Una cautela che si spiega perché, precisa il responsabile di Federconsumatori, c`è pane e pane: una cosa è il prodotto industriale, tutt`altra quello artigianale. “Non bisogna demonizzare la categoria – conclude Filippini -, ma puntare sulla qualità. Se si vuole salvaguardare un alimento così importante, le istituzioni devono attuare politiche virtuose e bisogna rilanciare la produzione di pane comune di qualità“. Per quanto riguarda invece la giornata di “sciopero della spesa“ proclamato per il 13 settembre da Federconsumatori, Codacons e Adoc, Filippini precisa che non si tratta di una protesta contro i panificatori, ma in reazione ai rincari generalizzati, che le famiglie sono costrette a sopportare, nel settore della scuola per esempio (si veda la polemica sul caro-libri di questi giorni), ma soprattutto in quello dei carburanti. Dello stesso parere anche l`Adiconsum bresciana: “Aspettiamo la fine di questo mese, quando avremo i numeri delle rilevazioni Istat“ dice il responsabile dell`associazione nella nostra città Cesare Reboni, precisando poi di non escludere di partecipare alla giornata di protesta alla quale per il momento la sua organizzazione ha deciso di non aderire. La questione del caro-pane, ricorda Reboni, “è all`ordine del giorno, perché i produttori hanno spiegato di avere costi molto più alti. Ovviamente siamo preoccupati. Per un prodotto come il pane poi, spesso è difficile quantificare gli aumenti di prezzo, perché in genere non riguardano il pane comune, che comprano in pochi, ma altri tipi di pane che sono la stragrande maggioranza della quantità venduta“. Anche il presidente dell`Adoc di Brescia, Achille Gasparotti, preferisce essere prudente: “Noi controlliamo i prezzi ex-post. In ogni caso registriamo una tendenza ai rincari annunciati: i segnali sono in effetti negativi“. E sullo sciopero della spesa di settembre, Gasparotti spiega che si tratta “di un invito alla consapevolezza dell`opinione pubblica. L`utente deve essere in grado di comprendere cosa succede nelle sue tasche“. mott.
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