Sciopero della spesa, ha aderito un ciociaro su due
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fonte:
- Il Messaggero
Unioni dei consumatori soddisfatte, anche se la percentuale di chi ha rinunciato a un acquisto è inferiore al dato nazionale
Il 60% dei ciociari mercoledì si è fatta sentire e ha rinunciato ad almeno un acquisto tra quelli messi in cantiere. La percentuale più alta ad Anagni e Alatri: 72%. Più bassa tuttavia di quella nazionale, che tocca il 78%. Federconsumatori promette battaglia: «Soddisfatti, ma ora ci aspetta una grossa battaglia per la riduzione delle accise», tuona il presidente provinciale Giovanni Nardone.
«L`insoddisfazione degli italiani si è fatta sentire ed è stata dimostrata dai numeri: ben il 78% dei consumatori italiani ha rinunciato, nel giorno dello sciopero dei consumi, ad effettuare almeno un acquisto dalle 10.30 alle 13.30. In provincia di Frosinone i consumatori che hanno rinunciato ad almeno un acquisto nelle quattro zone di riferimento sono stati: a Frosinone il 63%, ad Anagni il 72%, a Sora il 60% e a Cassino il 45%. Per la rilevazione delle stime abbiamo fatto 100 telefonate, 25 per area, ponendo due domande: siete informati sull?iniziativa? Avete partecipato? E non abbiamo toccato solo le città di Frosinone, Anagni, Sora e Cassino, ma anche i paesi vicini come Vallerotonda, Torrice, Veroli, Alatri e Isola del Liri. Nel cassinate c?è stato qualche problema: i piccoli paesi erano meno informati, anche perché c?è stato un tentativo dei media di far passare la cosa sotto silenzio. Comunque, in generale, abbiamo riscontrato una discreta informazione». Secondo le stime di Intesaconsumatori, poi, un utente su tre ha spento almeno un apparecchio elettrico dalle 11.30 alle 11.35, in segno di adesione al black-out volontario dei consumi energetici. «La Federconsumatori ? conclude Nardone – auspica un`inversione di tendenza delle politiche economiche del Governo, in particolare per le tematiche inerenti il risparmio e i diritti dei consumatori, i cui disagi devono essere al più presto risolti. Si compra sempre meno e faremo una grossa battaglia per far ridurre le accise. Gli sforzi del singolo consumatore non sono sufficienti a garantirlo dai pericoli di raggiro: i giornali, che negli ultimi anni hanno garantito l?informazione sul tema, possono farsi strumento per capire che nell?unione il consumatore trova la forza».
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