14 Settembre 2005

Sciopero della spesa contro il caro prezzi



Cala il potere di acquisto delle famiglie, ma sui dati nessuna certezza Se siete tra quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese con i soldi dello stipendio. Se non sapete come spiegare a vostro figlio di non essere in grado di pagare l`ennesima ricarica del telefonino. Se questa estate le ferie le avete passate nella piscina comunale anziché nella solita spiaggia al mare, ebbene oggi, 14 settembre, avete modo di protestare contro il caro vita. Questo infatti è il giorno scelto dall`Intesa consumatori per lanciare lo “sciopero della spesa“. Allo sciopero che interessa tutto il territorio nazionale hanno aderito tra l`altro numerosi sindaci degli 8.000 Comuni italiani, tra questi anche i primi cittadini di Pinerolo, None, Candiolo, Nichelino, Rivoli, Vinovo. Secondo l`invito lanciato dall`Intesa consumatori, sigla che riunisce alcune delle principali associazioni dell`inflazionato (sic! anche questo) mondo dedito alla tutela del consumatore ovvero Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori, oggi ogni italiano dovrebbe rinunciare almeno a un acquisto. Non solo, per dare maggiore evidenza alla protesta, è stato indicato anche un orario in cui “scioperare“: esattamente dalle 11,30 alle 13,30 si dovranno disertare negozi, banche, pompe di benzina, ecc. La protesta è stata estesa anche ai consumi di energia elettrica con l`invito a spegnere tutto ciò che funziona con la corrente, sempre nel medesimo orario. Iniziativa analoga è stata lanciata da altre sette associazioni per la giornata di giovedì alle 21. “Un modo per denunciare il continuo aumento dei prezzi che giorno dopo giorno erode il potere di acquisto dei consumatori“ afferma Alessandro Di Benedetto, responsabile piemontese dell`Adusbef. Secondo l`Unione consumatori negli ultimi 12 mesi il costo della vita per una famiglia media italiama è aumentato di 951 euro. Principale fonte dei rincari naturalmente il petrolio. nel 2005 l`Italia spenderà per questa voce come mai prima: oltre 23 miliardi di euro. In questi giorni dalle varie associazioni dei consumatori arrivano in continuazione (e spesso discordanti) indicazioni sugli aumenti delle varie voci di spesa. Purtroppo mai come ora si sente la mancanza di un`autorevole istituto di statistica, da quando cioè la credibilità dei dati forniti dall`Istat, a torto o a ragione, è stata messa in discussione. Quel che certo è che il prezzo di un pieno di benzina, o peggio di gasolio, è aumentato del 20%, portando nell`arco dei 12 mesi a una maggiore spesa per famiglia di 300 euro. Si parla di aumenti negli ultimi 12 mesi, con indicazioni più o meno concordanti tra Istat e associazione dei consumatori, del 4,5% per le polizze auto, del 9,6% per l`energia elettrica, del 7% per il gas, del 9,6% per le spese bancarie e così via. Il conto complessivo porterebbe a una spesa mensile, per una famiglia media, di 2.392 euro, mentre mediamente non si hanno a disposizione più di 1.800 euro. Cifre spesso contestate o diversamente interpretate. Ad esempio valutando attentamente gli aumenti del gas si scopre che negli ultimi dieci anni sono stati in media con l`indice di inflazione. Mentre ci sono voci che spesso non vengono citate nelle statistiche e che invece negli ultimi anni hanno rappresentato delle vere stangate per le famiglie, ad esempio le tariffe per la raccolta e lo smaltimento rifiuti. E già le aziende dell`Acea al Covar, per citare le principale della zona, annunciano nuovi aumenti per sostenere una situazione di emergenza. “Fare una valutazione precisa del “fenomeno rincari“ è molto difficile – spiega l`assessore ai Servizi sociali di Pinerolo, Giorgio Canal -, però come amministratori comunali possiamo confermare che anche da noi la soglia della povertà si sta velocemente alzando, le richieste di sostegno che arrivano in Comune sono infatti in continuo aumento“. Conclude l`assessore: “Non solo aumentano le persone in difficoltà, ma anche le esigenze. Da qui l`urgenza di concertare un nuovo modo di affrontare i problemi sociali, prima di ritrovarci in piena emergenza“. Un invito a un nuovo modo di affrontare il problema dei rincari arriva invece da altre associazioni dei consumatori che non hanno aderito allo sciopero. È il caso dell`associazione indipendente (sì, perché purtroppo molte sigle sono legate a filo doppio con i partiti di vario colore) secondo la quale meglio sarebbe se “il cittadino-consumatore adottasse quotidianamente scelte di consumo consapevole, il solo modo che a lungo termine consente di incidere sulle politiche tariffarie, le dinamiche dei prezzi e sulle scelte di chi governa“. Collegandosi al sito www.cittadinanzattiva.it (ma non è l`unico sito a fare questo) è possibile accedere a un lungo elenco di consigli per una spesa intelligente e conveniente. Altre associazioni propongono invece il blocco dei prezzi da parte del Governo, oppure maggiore concorrenza soprattutto nel campo energetico, altre ulteriori liberalizzazioni nel commercio soprattutto su orari e offerte. Una babele dove una sola cosa è certa: il consumatore (non le associazioni) si sente sempre più solo e confuso.

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