Sciopero della spesa contro i rincari
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fonte:
- Messaggero Veneto
Le associazioni dei consumatori: arrotondamenti selvaggi? Niente acquisti venerdì
ROMA ? L?Intesa dei consumatori, cui fanno parte le associazioni a difesa degli utenti Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, hanno invitato gli italiani a non effettuare acquisti di qualsiasi tipo nella giornata di venerdì 5 luglio per protestare contro gli arrotondamenti selvaggi dell?euro. Lo rende noto un comunicato congiunto con il quale le associazioni spiegano che la forma di protesta è «sulla scia di quella tedesca che si terrà domani».
«Nonostante l?Istat affermi che gli aumenti sono minimi – hanno sostenuto le quattro associazioni – continuiamo a ricevere le lamentele dei consumatori sugli incrementi, anche sostanziosi, dei prezzi di tutti i beni e, dato che le istituzioni non sono in grado di risolvere la situazione, o forse non lo vogliono, l?unica cosa da fare è scioperare. Lo sciopero – hanno proseguito – consisterà nell`astenersi, per un giorno, dal fare la spesa, consumare un caffè mettere la benzina, andare al cinema».
L?Intesa ha previsto che nonostante la difficoltà di attuazione pratica della protesta, un?adesione al 20% dei cittadini, provocherebbe un danno per il commercio nazionale pari a 30 milioni di euro, cifra infinitamente inferiore rispetto al danno economico che commercianti, enti pubblici e privati e governo hanno arrecato ai consumatori approfittando dell?entrata in vigore dell?euro.
Elio Lannutti dell?Adusbef spara a zero contro la moneta unica e chi continua a sostenere sia stata un buon affare e calcola che l?aumento medio reale per ogni famiglia italiana annuo sarà esattamente di 582 euro. Per questo si ribadisce la richiesta di un bonus per le famiglie al di sotto dei 15.000 euro di reddito annuo.
Sul banco degli imputati ci sono un pò tutti: secondo Lannutti infatti ad aver approfittato del changeover sono stati innanzitutto i commercianti. Poi le banche, che invece di essere garanti per evitare arrotondamento-selvaggio in molti casi lo hanno realizzato.
«Una famiglia in media spende 2.200 euro al mese, secondo i dati Istat, e quindi 26.400 euro l`anno. – spiega Lannutti – Secondo le stime dell`Adusbef, sempre su dati Istat, proiettando gli aumenti sui diversi capitoli di spesa l`aumento complessivo è di 582 euro che corrisponde a un incremento del 2,2% su una spesa di 26.400 euro l`anno». L`inflazione «virtuale» fotografata invece dall`Istat non tiene conto degli aumenti meno visibili. «Ad esempio nei mercatini – spiega – dove si vendevano prodotti a 1.000 o 5.000 lire, tipo ciabatte da mare, calzini, oggetti per la casa, le minutaglie insomma che difficilmente l`Istat rileva, costano ora da 1.000 lire a un euro e da 5.000 a 5 euro». Esattamente il doppio.
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