5 Luglio 2002

«Sciopero della spesa», bagarre tra consumatori e commercianti

«Sciopero della spesa», bagarre
tra consumatori e commercianti



Oggi l`Italia sciopererà contro il caro euro. L`iniziativa è della Federconsumatori, dell`Adoc, di Adusbef e Codacons, che invitano tutti i cittadini italiani ad astenersi dall`effettuare acquisti in questa giornata in segno di protesta contro gli arrotondamenti selvaggi.
“Nonostante l`Istat affermi che gli aumenti sono stati minimi nel passaggio dalla lira all`euro – spiegano le quattro associazioni – continuiamo a ricevere lamentele dai consumatori circa incrementi anche sostanziosi dei pressi di tutti i beni e dato che le istituzioni non sono in grado o forse non vogliono risolvere la situazione l`unica cosa da fare è scioperare“.
Le associazioni prevedono che se solo il 20% dei consumatori non facessero acquisti provocherebbero un danno al commercio nazionale pari a 30 milioni, “cifra infinitamente inferiore rispetto al danno economico che commercianti, enti pubblici e privati e governo hanno recato ai consumatori stessi approfittando dell`euro“.
Contro questa iniziativa si esprimono però sia Licom che Confesercenti.
La prima, per bocca di Alberto Carretti, segretario provinciale, spiega “che non è tutto sommato plausibile un generico allarmismo sul caro euro ed è del tutto ingiustificato mettere i commercianti sul banco degli imputati, a maggior ragione se l`obiettivo principale della protesta dei consumatori è l`inadeguatezza del paniere di prodotti presi a riferimento“. Carretti usa le statistiche sull`andamento dei prezzi al consumo a Modena per supportare la sua tesi. “Anche in una città cara come la nostra queste oscillazioni ? conclude Carretti – non sembrano andare oltre le percentuali registrate gli scorsi anni, ad eccezione del settore trasporti e mobili-articoli per la casa“.
Tamara Bertoni, direttore generale di Confesercenti, conferma che gli aumenti maggiori sono avvenuti in settori “come la ristorazione, a risposta di una domanda sempre crescente rispetto a bisogni voluttuari.
Creare allarmismi e invitare a uno sciopero contro paventati aumenti ? spiega Bertoni – risulta sbagliato e incomprensibile“.
Anche secondo l`Ascom-Confcommercio lo sciopero della spesa è un errore: l`associazione non ha rilevato attività speculative nel passaggio all`euro, e sostiene invece che i consumatori vedono calare il loro potere d`acquisto a causa della pressione fiscale e delle tariffe più alte nell`area dei servizi.

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