17 Settembre 2003

Sciopero della spesa, adesioni ma anche dubbi: “Servirà?“

Sul carrello solo lo stretto necessario

Sciopero della spesa, adesioni ma anche dubbi: “Servirà?“



Basta al carrello selvaggio. Per dare uno stop al carovita e ai continui aumenti che impoveriscono le famiglie italiane e indeboliscono l`economia del Paese, è stato indetto per la giornata di ieri uno sciopero a carattere nazionale: il consumatore doveva astenersi dal fare la spesa. L`iniziativa promossa da Adoc, Adusbef Codacons e Federconsumatori ha raccolto certo consensi anche se la gente non si è certo messa a dieta per un giorno. Per alcuni si trattava di una battaglia che lasciava il tempo che trova.

Centri commerciali e botteghe alimentari non hanno perso dunque la loro clientela fissa, e le buste della spesa hanno continuato a campeggiare sui carrelli. Magre e molto salate. “E` giusto che chi ci governa si renda conto di questi aumenti vertiginosi – ha detto Bernardino Chiodi – ma non posso fare a meno di mangiare per un giorno… Aderisco in pieno allo sciopero, mi limito a prendere lo stretto necessario per oggi“.

Non è dello stesso avviso invece Giuliana Tarabelli. “Non aderico a questa mobilitazione nazionale – ha spiegato – primo perchè decido da sola cosa comprare, quando e dove mi costa meno. Due, perchè reputo che nessuno obblighi a comprare niente. Di solito acquisto solo generi di prima necessità, trovando in effetti troppo onerosi certi costi. Non credo che uno sciopero come questo possa risolvere il problema. Lo sciopero è diventato un`arma impropria, nessuno ci crede più allora è stupido aderire, e quando sono troppo frequenti si rischia anche di non essere creduti… Un po` come la favola di Pierino che gridava al lupo- al lupo!“.

“Non ci si accorge che tutto è rincarato? – ci ha detto la signora Lucia Ciampichetti, casalinga – ogni bene costa almeno il doppio, comunque la vita è diventata più dispendiosa. Ho saputo dello sciopero dal telegiornale ieri, quindi stamattina sono uscita solo per comprare il pane. Speriamo che una mobilitazione a livello nazionale serva a far sentire la voce del consumatore, siamo stanchi che i nostri soldi valgano così poco“.

Ma non è sola. All`iniziativa ha aderito anche la figlia, Serenella Bufarini ma non vede lo sciopero in un`ottica tanto positiva come la mamma. “Ho comprato solo lo stretto necessario – spiega la ragazza – ma non penso che questo risolva granchè… Ci vorrebbero piuttosto delle decisioni forti dall`alto. Che so: un decreto legislativo per dare un colpo di coda a questo caro vita che impoverisce i nostri portafogli!“.

“Certo che serve farsi sentire – aggiunge dal suo canto Mario Ristè, – non ci volevo venire al supermercato oggi, ma mancavano delle cose per il pranzo e quindi… Però abbiamo preso solo lo stretto necessario“. “Lo stesso quantitativo di spesa di oggi – continua la moglie, Laura Baioni – un anno fa costava la metà. Un euro è considerato come mille lire, ma quando c`erano le lire si viveva! I prezzi sono arrivati alle stelle e non si può più comprare granchè“.

“Neanche io credo che risolva niente – dice anche Agostina Guidazzi, altra casalinga – ho saputo dello sciopero dal Tg di ieri sera, e la spesa non l`avevo fatta quindi sono venuta oggi. Ho aderito nel mio piccolo comprando generi di prima necessità, lo stretto indispensabile“.

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