14 Settembre 2007

Sciopero della pasta, successo in tutt`Italia

Le proteste nelle piazze. Il Guardasigilli “testimonial“ dell`iniziativa. La Coldiretti Nella forbice tra produzione agricola e al consumo c`è un margine da recuperare per evitare eccessivi rincari Un successo lo “sciopero della pasta“ proclamato dalle associazioni dei consumatori. Una “cretinata“ per i dietologi, che incoronano il piatto di spaghetti: il miglior rapporto tra economicità e apporto nutritivo. Un bene che tuttavia, secondo l`Istat, ha visto un aumento del 3 per cento negli ultimi dodici mesi. L`aumento avrebbe provocato un calo dei consumi della pasta pari al 6,1 per cento, e del pane con il 5,6 per cento. Dati forniti dalla Coldiretti, che ha raccolto le sollecitazioni di Aduc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Le quattro associazioni, tra l`altro, hanno incontrato grande partecipazione davanti Montecitorio. E anche il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha sostenuto l`iniziativa astenendosi dal consumo. “Imitatelo“, hanno detto le associazioni ai politici. Nella giornata di ieri sono stati distribuiti gratuitamente pasta, pane e latte. Ancora più folkloristica la protesta di Napoli. Ai partenopei è stata offerta la mitica tazza di caffè e un modulo per segnalare aumenti abnormi o ingiustificati: e così i negozianti che hanno alzato i prezzi si ritroveranno, loro malgrado, sul sito internet della Federconsumatori.. E protesta c`è stata anche all`interno del carcere romano di Rebibbia, dove i detenuti hanno disertato lo spaccio interno contro il carovita. Secondo la Coldiretti i prezzi aumenterebbero di cinque volte, in media, dal campo alla tavola: “Nell`ampia forbice tra produzione agricola e al consumo c`è un sufficiente margine da recuperare per evitare ingiustificati rincari e garantire un`adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie“. Per la Bce esiste “il rischio che si protraggano le pressioni al rialzo sui prezzi degli alimentari“. E` l`allarme lanciato dall`Istituto nel suo bollettino mensile. Qui si precisa che “negli ultimi mesi la dinamica dei prezzi degli alimentari è aumentata, con un incremento ad agosto del 30 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno“. A prendere le distanze dalle manifestazioni di ieri è stata la Confcommercio: “Gli allarmismi sono eccessivi. Bisogna dire di sì a iniziative per ridurre le tasse e rilanciare l`economia“. La tesi si basa, per Confcommercio, sull`aumento dei prezzi alla radice, mentre i prezzi dei beni di consumo influirebbero sulle famiglie per circa 9 euro al mese. “Se al tema dei prezzi si sostituisse quello della mancata crescita del Paese e dei redditi delle famiglie – accusa Confcommercio – si eviterebbero polemiche dannose“. Ieri è intervenuta anche Confindustria, che teme minacce per comparti importanti, come quello dei pastifici: “Lo sciopero della spesa colpisce l`obiettivo sbagliato – spiega il presidente della Sezione Agroalimentare di Confindustria Bari. Gaetano Dentamaro -. I produttori di pasta subiscono gli aumenti dei prezzi delle materie prime alla pari dei consumatori. Sono costretti ad aumentare i prezzi della pasta poiche` i prezzi delle materie prime sono aumentati in brevissimo tempo del 70 per cento“.

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