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20 Marzo 2013

Sciopero dei trasporti, sarà un venerdì nero

Sciopero dei trasporti, sarà un venerdì nero

Protesta di 24 ore quasi certa l’ apertura della Ztl in centroIL CODACONS: GIUSTE LE RIVENDICAZIONI DEI DIPENDENTI TPL MA IN QUESTO MODO L’ UNICO EFFETTO È UN DANNO AGLI UTENTI LA MOBILITAZIONE Hanno il contratto bloccato da sei anni, i dipendenti del trasporto pubblico locale. Chiedono il riassetto del settore, a fronte anche dello stanziamento di un fondo finanziario specifico di cui però, ancora, non si conoscono tempi e modalità di erogazione alle regioni. Si calcola che solo il Lazio, a detta della Filt-Cgil regionale, sarà sprovvisto, nel 2013, di circa 150 milioni di euro necessari per garantire il trasporto pubblico. Così le segreterie nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti e Faisa-Cisal hanno confermato lo sciopero di 24 ore di venerdì. GLI ORARI Giornata nera, venerdì, per chi si sposterà con i mezzi pubblici. Nelle principali città si registreranno disagi, ma a Roma lo sciopero sortirà gli effetti più gravi, vista la notevole quantità di cittadini che quotidianamente usano bus e metro per spostarsi. L’ ufficio per la mobilità di Roma capitale ha, comunque, garantito le fasce protette. Il trasporto pubblico sarà attivo fino alle 8.30 del mattino e riprenderà alle 17, per fermarsi nuovamente alle 20. Sono, invece, a rischio le corse delle tratte ferroviarie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo. Inoltre, nella notte tra giovedì e venerdì, si registreranno probabili disagi per le corse delle linee notturne da N1 a N27, che coprono principalmente le zone periferiche. I VARCHI Incerta l’ apertura dei varchi in centro, nessuna conferma dall’ assessorato alla Mobilità, ma sicuramente venerdì, sulla scia di quanto stabilito per gli altri scioperi, le auto potranno entrare nella zona a traffico limitato senza rischiare multe salate. «Siamo arrivati, nostro malgrado, a proseguire con l’ onda degli scioperi», dice Marco Capparelli, responsabile trasporto pubblico locale per la Filt-Cgil Lazio. «Siamo consapevoli del disagio arrecato ai cittadini, ma siamo costretti ? prosegue ? a incrociare nuovamente le braccia per il mancato rinnovo del contratto nazionale, fermo ormai al 2007, e per la mancanza di fondi necessari a portare avanti, magari migliorandolo pure, il trasporto locale». A fronte della crisi economica e dell’ aumento della benzina, poi, in molti tengono ferma la propria auto e si spostano con bus, tram e metro. «Abbiamo registrato negli ultimi mesi un aumento del 15% degli abbonamenti», spiega Capparelli, «come possiamo però garantire un servizio adeguato se i dipendenti percepiscono con ritardi di mesi gli stipendi? Se il personale non è sufficiente? Se non sono investiti fondi per il trasporto pubblico? La situazione è al collasso in tutta Italia». LE REAZIONI Ma la resa finale non cambia. I romani venerdì dovranno sopportare l’ ennesimo sciopero, il terzo dall’ inizio dell’ anno. «L’ unico effetto è quello di fare un danno al cittadino, ovvio che siamo a favore delle loro rivendicazioni, ma contestiamo il modo perorato per difendere i propri diritti», fanno sapere dal Codacons che più volte ha suggerito proprio ai sindacati azioni diverse di protesta. «Perché non lasciare aperti i tornelli della metro o far viaggiare gratis le persone?». «Durante l’ intronizzazione del nuovo Pontefice questo metodo è stato applicato e potrebbe essere usato anche dai sindacati». Ma lo sciopero, costituzionalmente garantito, sembra essere, ancora, l’ unica via percorribile. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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