11 Dicembre 2007

Sciopero dei Tir, Italia in tilt

Sciopero dei Tir, Italia in tilt
Palazzo Chigi: eccessi inopportuni. Il Garante minaccia sanzioni
File e autostrade paralizzate dal Bianco alla Sicilia
Salta anche un concerto di Arbore
Oggi incontro con il governo. In Toscana sassi dal cavalcavia contro i “crumiri“

Code di camion dal traforo del Monte Bianco ai traghetti di Villa San Giovanni, autostrade paralizzate, lunghe file di auto ai caselli o imbrigliate nei percorsi alternativi e lo spettro incombente della carenza di carburante, latte, verdure proprio nel periodo prenatalizio. Un paese in ginocchio già poche ore dopo l`inizio della protesta degli autotrasportatori: uno sciopero proclamato da nove delle undici sigle sindacali e che registra l`adesione record del 90 per cento degli oltre 600 mila camion che, ogni giorno, trasportano l`84 per cento delle merci in Italia. Cinque giorni di blocco se dall`incontro di oggi a palazzo Chigi col ministro Alessandro Bianchi e il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta non uscirà un accordo. Le posizioni, per ora, sono molto lontane. E il presidente della commissione di garanzia, Antonio Martone, lancia un monito: “Rispettate il codice della strada o scatteranno sanzioni“ mentre il Codacons chiede alle procure di indagare sull`ipotesi di interruzione di pubblico servizio. I camionisti replicano che non ci sono stati blocchi stradali e infatti, quasi ovunque, è stata lasciata una corsia aperta per le auto o i mezzi d`emergenza. Ma “ci sono stati eccessi inopportuni, non adeguati al clima di dialogo che avevamo impostato“ dicono a Palazzo Chigi. Già da mercoledì intanto, secondo il segretario della Fegica-Cisl, Roberto Di Vincenzo, i distributori di benzina resteranno a secco: “Siamo al limite delle scorte: veniamo da un fine settimana con rifornimenti ridotti visto che sabato era festivo“. Aumento del costo del gasolio (che è lievitato del 16 per cento in 11 mesi), dei pedaggi, del lavoro e della manutenzione, abusivismo dilagante, polverizzazione delle imprese (sono 120 mila più 50 mila iscritte all`albo ma senza veicoli), regolamentazione dell`orario di lavoro e incentivi per i mezzi non inquinanti: questi i motivi della protesta che accomuna “padroncini“ e dipendenti. “Le buste paga non arrivano a 1600 euro, lavoriamo anche dodici ore di fila e stiamo lontani da casa per 20, 25 giorni di seguito“ accusa Gino, di Ascoli, fermo con gli altri colleghi alla barriera Roma Nord. “Le ditte assumono i romeni con contratti di tre mesi e paga da apprendisti e li fanno lavorare a tempo pieno“, gli fa eco un collega di Perugia. “Faccio questo mestiere da quasi cinquant`anni – incalza un autista di Roma – fino a dieci anni fa me la cavavo bene, oggi sono un poveraccio“. Le file di camion hanno cominciato a formarsi già verso la mezzanotte di domenica. A metà giornata, il tratto da Quarto D`Altino al casello di Mestre, in Veneto, era completamente paralizzato, una situazione aggravata dalla nebbia con visibilità inferiore ai 100 metri. Chiuse le stazioni di Anagni, Caianello e Caserta Nord sulla Milano-Napoli, interrotta la circolazione sulla diramazione Roma-Nord dell`Autosole. Gravissimi disagi sulla A3 Napoli-Salerno tra Cava dei Tirreni e Nocera Nord, sulla A4 Milano-Brescia con rallentamenti alle uscite Seriate, Bergamo, Dalmine e Capriate. E ancora: camion bloccati agli imbarchi dei traghetti per la Sicilia e presidi ai porti sardi di Olbia, Porto Torres e Sassari. Oltre cinquecento i mezzi pesanti fermi a Ventimiglia. Gli agenti della stradale sono intervenuti ovunque in forze ma non ci sono stati scontri, tafferugli o reazioni violente degli automobilisti costretti per ore tra prima, seconda e freno. Sulla A12 però, tra Massa e Carrara, alcuni sassi sono stati lanciati sui Tir dei “crumiri“ e nella stessa zona sono state tagliate le gomme a un camionista che non voleva scioperare. Il rischio, per i prossimi giorni, è quello della forma più dura di lotta, quella dei Tir lumaca. E tra le vittime della protesta anche Renzo Arbore: il suo spettacolo al Festival d`autunno di Catanzaro è saltato perché i Tir della produzione sono stati bloccati all`altezza di Napoli.

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