11 Dicembre 2007

Sciopero dei tir, è caos Scatta l`allarme benzina

LA “SERRATA“. Le categorie: adesione al 90 per cento.
Il governo parla di “eccessi non adeguati al clima di dialogo“
Sciopero dei tir, è caos Scatta l`allarme benzina

“Abbiamo notato eccessi non adeguati a un clima di dialogo e confronto che avevamo impostato“: sono queste le parole che trapelano da Palazzo Chigi, poche ore prima del vertice che oggi riunirà allo stesso tavolo i rappresentanti degli autotrasportatori, il ministro Bianchi e il sottosegretario Enrico Letta. “Ancora una volta“, si sottolinea nella sede del governo, “alcune parti hanno voluto far scontare ai cittadini il loro atteggiamento, e altre hanno fatto critiche nel modo giusto in attesa del confronto“. La circolazione è stata ieri pressoché paralizzata sulle autostrade italiane, e rallentamenti e blocchi ci sono stati anche agli imbarchi per la Sicilia: questi i primi risultati del fermo nazionale dell`autotrasporto che, scattato alla mezzanotte di fra domenica e ieri, durerà fino a venerdì 14, mettendo a rischio, tra l`altro, anche gli approvvigionamenti di carburante. “Se il fermo continua“, dice Roberto Di Vincenzo, segretario generale della Fegica-Cisl, una delle sigle che rappresentano i gestori, “saranno a rischio i rifornimenti di carburanti negli impianti e già da“ domani “potrebbe aprirsi una fase critica“. Per le associazioni di categoria, l`adesione ha raggiunto il 90%, e ha avuto pesanti ripercussioni sulle consegne delle merci. Sulla questione interviene il garante sugli scioperi che, prospettando sanzioni, condanna le modalità dell`agitazione sottolineando che “non si possono effettuare blocchi stradali o adottare altre iniziative vietate dal codice della strada“. Uno spiraglio potrebbe arrivare dall`incontro convocato a Palazzo Chigi; il summit non nasce però sotto i migliori auspici perché Bianchi, ricordando le misure del governo a favore del settore, definisce lo sciopero “inopportuno“, e le associazioni di categoria accusano il governo di aver provocato la paralisi del Paese “agendo con superficialità“. Secondo la Cna Fita, sono 150 i punti presidiati in tutta Italia, tutti i principali varchi di accesso ai porti bloccati così come i valichi e i nodi stradali e infrastrutturali strategici del Paese. I dati, sostiene il presidente Maurizio Longo, testimoniano “un`adesione pressoché totale“. Tra le arterie che registrano i problemi principali, la tangenziale di Mestre, dove ci sono state code fino a 16 chilometri, sulla A1, in particolare alle barriere di Roma nord (il traffico è bloccato in direzione di Roma) e Firenze Certosa, e sulla A3 Napoli-Salerno. Problemi di circolazione si segnalano anche sulla A4 Milano-Brescia in entrambe le direzioni, con ritardi fino a mezz`ora. Sulla A14 Bologna-Taranto è chiusa la stazione di Ancona nord in uscita; sulla A27 Venezia-Belluno si registrano code sul bivio di immissione alla tangenziale di Mestre; sulla A30 Caserta-Salerno si segnalano due chilometri di coda alla barriera di Salerno in direzione di Caserta.Lo stop ha sollevato le critiche delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons i camionisti che bloccano la circolazione “vanno immediatamente identificati dalle forze dell`ordine e le procure devono indagarli per interruzione di pubblico servizio“. Un allarme arriva dall`Adiconsum, per cui il fermo nazionale “rischia di essere strumentalizzato per giustificare ulteriori aumenti del prezzi, soprattutto in considerazione che avviene alla vigilia di Natale“. Ma secondo uno studio della Cgia, in un anno il costo del pieno di gasolio per un tir è aumentato di 47,5 euro.

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