12 Maggio 2020

Sciopero dei benzinai in autostrada Calano i prezzi dei carburanti

 

A partire dalle ore 22.00 di questa sera, le aree di servizio autostradali chiuderanno per 48 ore per lo sciopero proclamato per il 13 e il 14 maggio da Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio, per denunciare «la condizione di emergenza economica e sanitaria nella quale continuano ad essere lasciate le imprese di gestione». «Davvero incomprensibile – denunciano in una nota congiunta le organizzazioni di categoria – l’atteggiamento indifferente e sordo del Governo, rispetto ad impegni rimasti lettera morta, assunti all’interno di un tavolo negoziale che non si riunisce colpevolmente da oltre un mese. Non è certo chiudendosi al confronto o sperando che ciascuno – individuo o categoria – se la cavi da sé, con ogni mezzo trovi a sua disposizione, più o meno consentito, che si può contribuire a costruire per il Paese una uscita governata dalla crisi. Per quel che riguarda la categoria -conclude la nota sindacale – in assenza di un cambiamento di rotta del Governo, la protesta e le chiusure per sciopero sono destinate ad estendersi nelle prossime settimane anche al resto della rete distributiva».

Intanto il calo dei prezzi di benzina e gasolio registrato dal Ministero dello Sviluppo economico è per il Codacons del tutto insufficiente e c’è ampio margine per una ulteriore riduzione dei listini. «I numeri parlano chiaro e attestano come i prezzi alla pompa non siano scesi abbastanza, con enorme danno per gli automobilisti che sono tornati a spostarsi nella fase 2 – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Un monitoraggio realizzato dal Codacons mostra che da gennaio ad aprile 2020 le quotazioni internazionali del petrolio hanno subito un tracollo del 74%. A fronte di tale andamento fortemente negativo, nello stesso periodo il prezzo della benzina alla pompa ha subito una diminuzione di appena l’11%, mentre per il gasolio la riduzione è del 12,1%». «Certamente il peso delle tasse, che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante, rallenta la discesa dei prezzi alla pompa, ma un tale squilibrio non è giustificabile», conclude il Codacons.

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