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22 Ottobre 2019

Sciopero contro la Raggi: blocchiamo Roma

 

di ELENA G.POLIDORI Roma, 22 ottobre 2019 – La Capitale bloccata da uno sciopero generale potrebbe sembrare quasi la quotidianità. Ma quello del prossimo venerdì non sarà invece uno sciopero qualsiasi. Roma si fermerà per protestare contro la sindaca grillina, Virginia Raggi. È la prima volta che succede nella storia capitolina, ma anche nazionale. Si fermeranno i servizi pubblici, dalla metropolitana agli autobus, passando per la raccolta dei rifiuti, i musei e i servizi tributari di competenza comunale. Tutti i dipendenti delle aziende partecipate del Campidoglio incroceranno le braccia e sono 40 mila persone.

Le motivazioni sono varie, la prima è la temuta “morte” delle società partecipate, da Roma Metropolitane in liquidazione, all’Ama (l’azienda per la raccolta dei rifiuti) in forte crisi. Ma c’è anche altro: “È una protesta per Roma, siamo stufi di vivere nel degrado”, intima Natale Di Cola della Cgil. “Non c’era mai stato, è il primo sciopero – ha spiegato il segretario della Uil Lazio, Alberto Civica –. Sotto la giunta Marino c’era stato uno sciopero dei dipendenti comunali, ora è diverso, ma è ovvio che non ci divertiamo a bloccare la città”. Stesse parole da parte della Cisl, con Giampaolo Pavon: “Ce l’abbiamo messa tutta a trovare gli accordi con questa amministrazione, ma poi gli accordi sono diventati carta straccia. Noi vogliamo difendere le partecipate e il loro carattere pubblico”. Per la prima volta a scioperare saranno anche i consumatori, perché la situazione, spiegano dal Codacons, è «talmente devastante, con i servizi pubblici in costante peggioramento, l’insoddisfazione dei cittadini e il caos delle società partecipate, che non esiste altra soluzione se non il commissariamento dell’amministrazione”.

Ieri, intanto, in consiglio comunale la consigliera ex 5 stelle Cristina Grancio ha presentato una mozione di sfiducia contro la sindaca Raggi. La mozione verrà discussa solo “quando avrà raggiunto il numero di firme necessarie secondo il regolamento – ci spiega la Grancio – ma al momento la maggioranza è ancora granitica in difesa della sindaca e anche delle loro poltrone: hanno 28 consiglieri e la maggioranza, in Aula Giulio Cesare, è di 24 voti”. Dal Pd, invece, nessuna ciambella di salvataggio verso la Raggi. Nonostante nei giorni scorsi il segretario, Nicola Zingaretti, presidente della Regione, avesse mostrato comprensione verso la sindaca stellata (“Non penso che la Raggi si debba dimettere – aveva detto – ma credo che dovrebbe affrontare con maggior decisione i problemi irrisolti”) dal Nazareno hanno fatto capire di non aver intenzione di “caricarsi del problema Raggi” solo perché in questo momento “stiamo al governo con i 5 stelle”.

Dopo lo sciopero, però, c’è davvero il rischio che il clima possa ulteriormente peggiorare intorno alla sindaca di Roma, che con i vertici M5s ha raffreddato i rapporti. D’altra parte, la propaganda grillina del Campidoglio spaccia per “risolte” situazioni che sono ancora in bilico se non del tutto fallite. Atac, municipalizzata dei trasporti urbani, è ancora sotto concordato preventivo e non è affatto “salva” come sbandiera la Raggi, i dipendenti di Roma Metropolitane (l’azienda più piccola) sono stati trattati come se fossero “delinquenti – dice ancora la Grancio – per la questione della manutenzione delle scale mobili» e a Roma Multiservizi, dopo lo scoop delle Iene sul ritiro dell’immondizia negli esercizi commerciali, i dipendenti si sono visti decurtare lo stipendio del 30% perché hanno parlato con l’inviato della trasmissione tv. Siamo alla follia”.

Ma il top dei problemi è la “monnezza”, con Ama ormai a un passo dal commissariamento e la città in perenne emergenza perché il Comune, alla fine, non vuole fare nessuna scelta politica su come terminare la filiera dei rifiuti (il no è per qualsiasi soluzione che non sia una nuova discarica, stile Malagrotta, che nessuno vuole). Insomma, la città si blocca e scende in piazza contro la sindaca mentre il Pd ha cominciato a raccogliere firme contro di lei e Matteo Salvini, ieri, ha invece annunciato di essere già a buon punto: “Solo sabato (a piazza San Giovanni, ndr) abbiamo raccolto più di 10mila firme di cittadini romani – ha detto il leader della Lega – c’è un’emergenza che non ha precedenti. Ogni settimana girerò quartiere per quartiere fino a che la Raggi non lascerà il posto a qualcuno più in gamba di lei”.

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