12 Settembre 2002

Sciopero contro il caro prezzi, consumatori divisi

Scatta la protesta di Federconsumatori, Adoc, Codacons e Adusbef. Le altre associazioni si sono dissociate

Sciopero contro il caro prezzi, consumatori divisi

ROMA – La spesa rifà sciopero. Come annunciato dalle associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori riunitesi sotto la sigla Intesa, oggi i consumatori sono invitati a incrociare le braccia per protestare contro il caro prezzi e chiedere al governo impegni seri e rigorosi per combattere l`inflazione, tenere sotto controllo le tariffe e aumentare la vigilanza sull`aumento indiscriminato dei prezzi al dettaglio che – stando ad alcuni calcoli – peserà sulle famiglie italiane per 950 euro l`anno. Una mobilitazione a cui hanno aderito tra gli altri, Cgil, Sunia, Aspi, Apu, Confsal, Verdi e Rifondazione Comunista, che non vede però unito il mondo delle associazioni consumatori. Le varie sigle, pur volendo portare a casa lo stesso concreto risultato, combattono la guerra su campi separati. Il tutto mentre una proposta operativa viene dalla Coldiretti: per battere il caroprezzi basterebbe dare ai consumatori la possibilità di acquistare frutta e verdura direttamente dai produttori.
Se oggi la protesta si consuma nei negozi, ieri è stata la volta del Senato. I rappresentanti della Coalizione dei Consumatori, che comprende le otto associazioni che non aderiscono allo sciopero di oggi ossia Adiconsum, Assoutenti, Lega Consumatori Acli, Cittadinanzattiva, Unc, Confconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino, hanno organizzato un sit-in davanti a Palazzo Madama a Roma per poter partecipare all`approvazione dell`indagine conoscitiva sul caro prezzi che la Commissione Industrie al Senato inizierà martedì. Questo perchè giudicano «parziale e non risolutivo» il decreto blocca tariffe varato dal governo, puntando il dito anche sugli aumenti delle tariffe dei servizi pubblici locali. Altro aspetto che le associazioni vogliono portare all`attenzione del Parlamento è quello dei servizi pubblici e della fiscalità locale. Tra le modifiche annunciate sono in programma veri e propri interventi strutturali, ossia una riforma generale per il commercio e per enti sul settore della Rc Auto.
La protesta della Coalizione non si ferma qua; da tempo ha infatti annunciato un serrato calendario che durerà 21 giorni. Tre settimane di mobilitazione contro i prezzi, ognuna su un tema diverso: la prima sul caro-scuola, la seconda sulle rc-auto e la terza sulle tariffe sociali. Su un terzo fronte infine gioca la sua partita Altroconsumo, associazione indipendente dei consumatori, che sarà di scena sabato 14 con una giornata di autodifesa del consumatore: diffonderà i «buoni» della grande distribuzione, ossia i tre marchi più economici reperibili sul mercato.Prova che il decreto blocca-tariffe varato qualche giorno fa, ha fortemente deluso le aspettative. Per Giustino Trincia di Cittadinanzaattiva, gli emendamenti preannunciati dal ministro Marzano al Ddl sulla concorrenza vanno incontro infatti «solo in parte» alle richieste dei consumatori.

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