Sciopero automobilisti: basta aumenti, si tassi il gioco d’ azzardo
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fonte:
- Blogosfere
Sciopero degli automobilisti domani 6 giugno: un dovere urgente, per evitare che l’ economia nazionale vada definitivamente a rotoli “grazie” a una tirannia fiscale tanto ingiusta quanto suicida e inconcludente. Domani 6 giugno i tartassautisti si ribelleranno alla tirannia fiscale , che per giunta è suicida: infatti ai recenti aumenti delle accise sulla benzina è corrisposto un crollo nei consumi, con un effetto negativo sull’ economia: segno che questa strada è la peggiore possibile sotto tutti i punti di vista. Niente file davanti ai benzinai , quindi, se volete sopravvivere nei prossimi anni. Aggiungerei: niente utilizzo di auto o moto, domani, nemmeno se avete la Pagani Huayra della foto. Il segnale da lanciare al Governo dev’ essere inequivocabile. Il prezzo del greggio è diminuito, ma quello del prodotto finale è cresciuto enormemente. Questione: ma così facendo come finanziare i terremotati dell’ Emilia? Criticare è facile, ma qui si tratta di agire concretamente, non di fare demagogia … Vero, ma ci sono altre soluzioni, più efficaci di quella della tirannia fiscale: – aumentare la tassazione sul gioco e non sulla benzina per reperire fondi per la ricostruzione dell’ Emilia: una leva fiscale del 2% sui giochi d’ azzardo porterebbe oltre 700 milioni contro i meno di 600 milioni derivanti dall’ ennesimo e insopportabile aumento delle accise sul prezzo dei carburanti . Nel 2011 gli italiani hanno speso col gioco d’ azzardo oltre 76 miliardi di patrimonio familiare, mentre nel 2010 si era a 61 miliardi e nel 2000 a 14,3 miliardi. Si colpiscano allora i giochi d’ azzardo, e non il prezzo del pane , visto che il caro-benzina incide sul prezzo dei cibi. Non si tratta di essere ambientalisti milionari da salotto, ai quali sostanzialmente anche la benzina a 5 euro il litro non darebbe nessun fastidio. Si tratta invece di difendere chi guadagna 500 euro al mese… anzi: tutti i cittadini. Infatti anche il Codacons sostiene l’ iniziativa, oltre all’ ACI. Si scioperi quindi con convinzione e senza ideologie: agli aumenti è corrisposto un crollo dei consumi petroliferi ad aprile (benzina -16.1% e gasolio -14.3%). Segno che la direzione presa è buona quanto quella di un branco di lemming. Non è così poi che si riduce l’ inquinamento, perché nessuno più comprerà auto più nuove e meno inquinanti. Il 60% del prezzo della benzina è costituito da tasse. Un’ auto ha un costo insostenibile per metà delle famiglie italiane (da 3000 a 3800 euro anno).
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