22 Marzo 2021

Sciopero Amazon: la rabbia dei consumatori

Lo sciopero dei lavoratori Amazon di oggi creerà pesanti disagi ai consumatori, ancora una volta presi in ostaggio per rivendicazioni sindacali. Lo afferma Consumerismo No Profit, commentando la protesta che interesserà oggi in tutta Italia gli addetti degli hub e quelli alle consegne e i driver.

“I consumatori sono contrari a qualsiasi tipo di sciopero che utilizzi i cittadini per rivendicazioni di tipo sindacale – afferma il presidente di Consumerismo No Profit, Luigi Gabriele -. In questo momento di zone rosse estese e di impossibilità di spostamento per gli utenti, ritardare le consegne arreca un danno materiale alla collettività. Non entriamo nel merito delle giuste richieste dei lavoratori e delle criticità del comparto, ma riteniamo sia ingiusto, considerata la situazione attuale, far pagare ai consumatori il prezzo della vertenza Amazon”.

“Questo sciopero Amazon deve essere però l’occasione per far riscoprire ai cittadini i negozi di vicinato, che svolgono un vero e proprio servizio pubblico ma che troppo spesso sono svantaggiati dalla concorrenza dell’e-commerce, e rivolgiamo un appello a tutti i consumatori affinché, in occasione delle sciopero dei lavoratori Amazon, effettuino acquisti presso gli esercizi del proprio quartiere, sostenendo così l’economia di prossimità” conclude il presidente di Consumerismo.
Ma il Codacons aderisce allo sciopero

In controtendenza invece il Codacons, altra associazione di consumatori, che aderisce allo sciopero Amazon e rivolge un appello agli italiani affinché, nel giorno della protesta, dirottino gli acquisti dal web ai negozi tradizionali.

“Condividiamo le ragioni dello sciopero, tese a chiedere migliori condizioni lavorative e più sicurezza, e se la protesta sarà limitata alla sola data odierna offriamo il nostro sostegno ai lavoratori – spiega il presidente Carlo Rienzi –. In tale direzione invitiamo i consumatori a non effettuare oggi acquisti attraverso l’e-commerce, dirottando le proprie compere verso i negozi tradizionali che possono rimanere aperti nonostante le restrizioni, piccoli esercizi che da tempo soffrono la concorrenza sleale del web, aggravatasi durante l’emergenza Covid” conclude.

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