Scioperino solo bigliettai e controllori
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fonte:
- Corriere della Sera
Le associazioni: tutelare i consumatori I sindacati: «Da mesi chiediamo una trattativa»
ROMA – Lo sciopero di oggi è una minaccia al diritto alla mobilità dei cittadini? Il blocco dei trasporti che rischia di mettere in ginocchio la circolazione soprattutto nelle grandi città, solleva polemiche fin dalla vigilia anche sulle modalità delle forme di protesta. Il movimento per la tutela dei diritti dei cittadini, Cittadinanza Attiva, ne è convinto: per il procuratore nazionale del movimento, Giustino Trincia, «con questo sciopero, che pure è stato indetto per la legittima richiesta di rinnovare un contratto di lavoro scaduto da anni, vengono messi in ginocchio non solo le città, ma i diritti dei cittadini-utenti alla libera circolazione e alla mobilità, diritti di rilievo costituzionale almeno pari a quello di scioperare». Una posizione più conciliante la dimostra il Codacons, che propone una soluzione in grado di garantire sia i diritti dei lavoratori sia quelli dei cittadini: «Dovrebbero scioperare solo i bigliettai e i controllori», sostiene il presidente dell?associazione per la tutela dei consumatori, Carlo Rienzi. «In questo modo, verrebbero penalizzate solo le aziende di trasporto pubblico, che subirebbero gravi perdite, ma non la gente».
Alle associazioni dei consumatori risponde il segretario della Filt Cgil, Franco Nasso: «Abbiamo presentato ormai da mesi una piattaforma per il rinnovo del contratto ma nessuno ci ha convocato per aprire un tavolo di confronto e cominciare la trattativa. Le associazioni degli utenti farebbero bene a rivolgersi al governo per svegliarlo dal torpore nel quale si trova affinché apra il negoziato a cui abbiamo diritto».
Le ragioni degli autoferrotranvieri impiegati nel servizio pubblico cittadino – in Italia sono 120 mila – sono comprese da Enrico Mingardi, presidente dell?Asstra, l?Associazione delle aziende di trasporto locale: «Condivido le rivendicazioni dei sindacati, penso che lo sciopero sia legittimo. Ma in questo momento aprire un tavolo delle trattative sul rinnovo contrattuale è impossibile». Il sociologo del lavoro Aris Accornero difende l?attuale regolamentazione del diritto del sciopero: «Le norme in vigore sono già state formulate in maniera più restrittiva che nel passato. Bisogna tenere conto di un fatto: questa protesta cade in un momento particolare della vertenza contrattuale ed era stata già rinviata a causa del maltempo. E comunque – aggiunge Accornero – non mi stupisce che le questioni irrisolte si addensino poi in momenti particolari come la fine dell?anno». Secondo il sociologo, non c?è alcuna necessità di cambiare la legge attuale. E cita un dato: «Proprio quest?anno, le proteste nel settore dei trasporti pubblici sono state inferiori al passato».
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