13 Luglio 2004

“Scioperiamo contro i rincari sulle spiagge”

"Scioperiamo contro i rincari sulle spiagge"

MARISTELLA DI MARTINO Aumenti ingiustificati nei lidi, monta la protesta di consumatori e residenti che minacciano addirittura di disertare le spiagge «se la situazione non rientra». Il caro-mare con cui si deve fare i conti indistintamente lungo buona parte del litorale salernitano (le uniche eccezioni sono costituite in parte da Salerno città e, in misura minore, dal Cilento) viene denunciato con forza dalle associazioni di consumatori, di chi cioé la spiaggia e il mare li vive o cerca di viverli quotidianamente tra mille disagi e innumerevoli rincari che purtroppo molto spesso non risultano proporzionati ai servizi erogati. E se dal canto loro i titolari dei più frequentati stabilimenti balneari si difendono asserendo di non aver applicato incrementi di prezzi, gli utenti gridano costantemente ai rincari. Il pomo della discordia sarebbe rappresentato dalla liberalizzazione ormai definitiva delle tariffe per l’accesso ai lidi. Infatti, la possibilità sancita per legge di poter arrivare alla battigia, che resta in ogni caso libera al di là delle concessioni comunali avrebbe spinto molti stabilimenti ad eliminare il costo di ingresso, ma a far salire quello dei servizi. «Prima c’erano un minimo e un massimo a cui bisognava attenersi – dice Raffaella D’Angelo, responsabile dell’Ufficio Legale del Codacons Campania – ma la concorrenza che si doveva favorire con tale liberalizzazione ha fatto solo salire i prezzi senza migliorare i servizi. Invitiamo, perciò, a boicottare i lidi dove i prezzi non sono esposti o risultano più cari rispetto alle promesse scioperando, cioè non frequentando più quelli scorretti». Trasparenza delle tariffe e dei servizi erogati, dunque, è l’imperativo da cui il Codacons non transige, con un appello alle istituzioni «affinché si prendano cura meglio del nostro mare». Ugualmente polemico l’intervento di Lello Sepe, responsabile provinciale dell’Adoc: «L’offerta turistica salernitana è davvero squalificata e ci si arrangia con gestioni familiari che spesso non erogano servizi adeguati. Da noi, purtroppo, non vengono rispettati neppure gli standard minimi di vivibilità sulle spiagge: c’è poco spazio tra gli ombrelloni, la pulizia lascia a desiderare e non si trova altro che un po’ di musica per intrattenere gli ospiti. Non so se i prezzi sono aumentati, in verità, ma credo che i costi siano comunque alti rispetto a ciò che si dà ed è su tale considerazione che bisogna impegnarsi di più». Non sono contenti del mare salernitano neppure i residenti. E i presidenti dei comitati di quartiere che hanno un lembo di mare da tutelare lo dicono con amara consapevolezza. La situazione più grave viene denunciata a Mercatello dal presidente Stefano De Lucia: «Ogni anno parliamo sempre delle stesse problematiche perché non vengono mai risolte. Sarebbe necessario procedere ad un ripascimento degli arenili, abbassare i prezzi degli stabilimenti e migliorare i servizi di cui si usufruisce. E poi affrontare una volta per tutte la carenza di spiaggia libera che da noi si limita a tre spezzoni, uno di 80 metri quadrati tra "Il Lido" e il "Nuovo Mercatello", un altro di 10, la cosiddetta spiaggia del cantiere ed un ultimo di 40 tra "Il Miramare" e "Il Lido", tutti da bonificare visto gli attraversamenti di scarichi e l’incuria totale in cui versano. In particolare, nel terzo manca un pezzo di cemento dalla scala che serve per scendere sull’arenile e i portatori di handicap sono impossibilitati ad andare a mare».

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