9 Luglio 2002

SCIOPERI SPONTANEI IN DIVERSE REGIONI




PER L?autunno è già stato proclamato quello generale, ma intanto sono partiti gli scioperi della Cgil contro la firma del «patto per l?Italia».
Particolarmente «caldo» il settore dei trasporti.
Ieri navi e traghetti hanno ritardato la partenza di quattro ore. Oggi dalle 9 alle 13 si ferma il personale addetto alle ferrovie. Per giovedì invece è previsto lo sciopero di 4 ore del trasporto pubblico locale, venerdì, invece, dalle 12,30 alle 16,30 si ferma il trasporto aereo, con esclusione dei controllori di volo.
Polemica la Fit-Cisl che bolla come «un grave errore» le agitazioni proclamate dalla Cgil, perché questa strategia provoca nell?opinione pubblica «sconcerto e fastidio», mentre torna in campo «una conflittualità politica della Cgil anni 60-70 di cui non se ne sentiva l?esigenza». Provocatoria la proposta del Codacons contro la raffica di scioperi dei trasporti che rende la situazione «massacrante» per la gente: far viaggiare i cittadini gratis.
Ieri intanto ci sono state astensioni spontanee dal lavoro nei cantieri di Monfalcone, in alcune fabbriche milanesi e in numerose aziende metalmeccaniche del Piemonte la Fiom Cgil ha proclamato scioperi di un?ora e di due ore contro l`accordo siglato dai «sindacati gialli»: «Molte delle iniziative di sciopero – sostiene la Fiom – sono state dichiarate unitariamente dalle Rsu».
In varie sedi si sono svolti cortei interni e presidi ai cancelli.
«La mobilitazione – ha commentato la segretaria della Fiom Piemonte Laura Spezia – dimostra chiaramente che i lavoratori sono contro questo accordo e che si sentono traditi da chi lo ha firmato. Esso lede i diritti delle persone e peggiora le condizioni sociali, di lavoro e di reddito». Chiara la parola d?ordine della Fiom: promuovere gli scioperi ed estendere la mobilitazione a tutte le categorie, non senza avere anche un chiarimento «urgente e dirimente» sulle questioni della democrazia sindacale con Fim e Uilm.
In Campania, la segreteria regionale della Cgil, ha deciso per venerdì 12 luglio il blocco dei lavoratori dell`industria e per venerdì 26 luglio quello dei lavoratori dei servizi e del pubblico impiego.
Tutti contro l?accordo perché colpisce i diritti dei lavoratori a partire dall`articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, precarizza l`occupazione, introduce un sistema fiscale iniquo, lede il sistema previdenziale e sanitario pubblico, non da risposte ai problemi del Mezzogiorno.

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