9 Gennaio 2018

Scioperi e proteste dei maestri in tutta Italia

Giornata di sciopero e di disagi per le famiglie, al rientro a scuola dopo le vacanze di Natale per i bambini dell’ Infanzia e delle elementari: i docenti, tante le maestre, hanno protestato in tutta Italia contro la recente sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali, che rischia di farli uscire dalle graduatorie a esaurimento (Gae). Sciopero, il primo del 2018, convocato dai sindacati Anief, Saese e Cub, con l’ adesione dei Cobas. Pronta la risposta della ministra Valeria Fedeli, alla ricerca di «soluzione idonee», mentre il Garante per gli scioperi ha definito «illegittima» l’ astensione dei Cobas. Al di là delle percentuali di adesioni (secondo stime Miur l’ adesione è stata intorno al 3%), sono stati in tanti a scendere in strada da Nord a Sud, da Torino a Milano, dalla Puglia a Cagliari. «Siamo insegnanti non burattini», «la maestra non si tocca», «riaprire le Gae»: tanti anche davanti al ministero dell’ Istruzione a Roma i docenti che hanno protestato contro la «vergognosa sentenza». Viale Trastevere è stata chiusa in parte (è stata lasciata libera soltanto una carreggiata) e i manifestanti sono saliti fin sulle scalinate del ministero. Tanti i cartelli di protesta e le bandiere delle sigle sindacali, ma la situazione è stata assolutamente tranquilla e tenuta sotto controllo dalle forze dell’ ordine. «No ai licenziamenti di massa», hanno chiesto le maestre, preoccupate di una possibile fine del loro contratto: «Abilitate quando serve, licenziate quando conviene», hanno ribadito a più voci. «Abbiamo chiesto all’ Avvocatura dello Stato – ha detto Fedeli – di darci le linee attuative della sentenza del Consiglio di Stato. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee». «Il Miur – ha aggiunto – si muove con grande equilibrio, con grande attenzione e con una scelta già fatta: continuità educativa in questo anno scolastico», assicurando «soluzioni equilibrate. Rispetto le persone che oggi (ieri, per chi legge, ndr) sono mobilitate ma la scelta che il Miur ha fatto immediatamente dopo la sentenza del Consiglio di Stato è stata quella di chiedere all’ Avvocatura generale dello Stato la corretta interpretazione e attuazione di quella sentenza, perché se sicuramente quella sentenza parla al futuro delle sentenze che riguardano i diplomati magistrali, bisogna saper distinguere le diverse tipologie pregresse in essere. Appena l’ Avvocatura dello Stato ci risponderà convocheremo le parti e troveremo le soluzioni equilibrate per i diversi interessi in campo e per le diverse situazioni in essere». «Inutile attendere il parere dell’ Avvocatura di Stato sui diplomati magistrali: se non arriva subito un decreto legge sarà ancora sciopero il primo e il 23 marzo», ribatte Marcello Pacifico, leader dell’ associazione sindacale Anief: «Non c’ è tempo da perdere, occorre ristabilire da subito il principio di diritto, facendo incontrare domanda e offerta, senza compromettere la conti nuità didattica». Da parte sua, l’ Autorità garante per gli scioperi ha evidenziato come la proclamazione da parte dei Cobas dello sciopero «non sia conforme alla legge, come già segnalato in due occasioni a tale organizzazione sindacale il 28 dicembre ed il 3 gennaio». In particolare, risulta «violata la regola del preavviso di 15 giorni e il mancato tentativo di conciliazione presso il ministero, trattandosi di motivazioni (la recente pronuncia del Consiglio di Stato in materia di titoli per l’ insegnamento) diverse da quelle avanzate dalla sigla Saese, che per prima ha proclamato lo sciopero». Dura la risposta dei Cobas, che definiscono un «grande successo» lo sciopero e che invece si dicono «sconcertati» dalla posizione espressa dal Garante. Infine, il Codacons ha definito «assurda e del tutto sbagliata» la protesta, che ha creato «pesanti disagi alle famiglie», con un «ingiusto danno» ai cittadini.
giuseppe gullo

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