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2 Luglio 2013

SCIOPERI: GARANTE, CRISI AUMENTA QUELLI SELVAGGI

 

SCIOPERI: GARANTE, CRISI AUMENTA QUELLI SELVAGGI GOVERNO RIPRISTINI SCALA MOBILE

 

CODACONS CHIEDE PIU’ SANZIONI CONTRO GLI SCIOPERI SELVAGGI E LO SCIOPERO DEL BIGLIETTO

 

Secondo quanto sostenuto dal presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse, nella sua relazione annuale, nel 2012 sono stati proclamati 2.330 scioperi, in crescita circa del 5% rispetto ai 2.229 registrati nel 2011. In aumento anche gli scioperi selvaggi.
Per il Codacons è evidente che se i lavoratori devono aspettare 5 anni per avere il rinnovo contrattuale, come nel caso degli autoferrotranvieri, la conflittualità non può che aumentare.
Peraltro il mancato adeguamento degli stipendi e delle pensioni al reale aumento costo della vita è il problema principale dell’Italia che il Codacons ha denunciato fin dal 2002, anno di arrivo dell’euro. Fino a che il carrello della spesa raddoppia, le tariffe locali triplicano, le spese obbligate superano il 40%, mentre gli stipendi e le pensioni restano al palo, non si potrà uscire da questa crisi, che per l’Italia è in primo luogo una crisi di consumi.
Per questo l’associazione di consumatori da tempo chiede il ripristino della scala mobile all’inflazione programmata, lo sblocco delle indicizzazioni degli stipendi dei dipendenti pubblici e delle pensioni, almeno quelle fino a 7 volte il trattamento minimo.
In ogni caso non è accettabile che i lavoratori si facciano giustizia da soli, organizzando scioperi selvaggi che finiscono per danneggiare solo i consumatori.
Per questo il Codacons, essendo passati ormai 23 anni dall’introduzione della legge, chiede al Parlamento di inasprire le sanzioni per i trasgressori, che, essendo troppo basse, non rappresentano più un efficace deterrente. Inoltre vanno introdotte forme alternative di protesta, come lo sciopero del biglietto, ossia consentire ai visitatori dei musei di entrare gratis, ai pendolari di viaggiare senza biglietto e così via. Lo sciopero, infatti, deve sempre avere come obiettivo primario quello di danneggiare economicamente il datore di lavoro e non i consumatori, come invece accade con gli scioperi selvaggi.

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