Scimitarre, molestie e droga così la violenza viaggia in taxi
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fonte:
- Il Messaggero
il
codacons denuncia: troppi autisti lavorano in stato di forte alterazione
sono già 11 i casi di conducenti ritenuti pericolosi e 1500 le
infrazioni accertate il caso dell’ anziano picchiato ferocemente a
piazza barberini: aveva occupato lo stallo per andare in farmacia
IL CASOC’ è tassista e tassista. Quello che sente la Roma, quello che non sa mezza strada, quello che parla tanto, quello violento. E fuori controllo. Lo si riconosce da come guida, spesso, da come sbuffa, parla al telefonino. E nell’ abitacolo scende il terrore. Come è successo qualche giorno fa a una giovane donna salita su un taxi, una Dacia bianca, a piazza Barberini. «Intanto per arrivare a via Cola di Rienzo ha fatto un giro assurdo, ma soprattutto – racconta – il conducente allungava le mani ogni volta che poteva, oltre a fare dei complimenti pesanti, battute, allusioni di pessimo gusto. Si è spinto a dirmi: «Abito a Cinecittà se vuoi in 5 minuti ti ci porto». La giovane donna sempre più sconvolta ha cercato di provare a chiedere di scendere. «Ma quello insisteva, mi chiamo Massimiliano, tu come ti chiami. Aveva tic e atteggiamenti da maniaco, suonava il clacson era incontrollabile. A quel punto ho cominciato a telefonare a mio marito, purtroppo non ha risposto subito, era al lavoro, ma io ripetevo: guardi che adesso lo chiamo, quello insisteva con i complimenti peccato sono arrivato tardi. E per fortuna erano le 18 ed ero in centro: di notte che mi sarebbe accaduto? Poteva portarmi chissà dove. Ho iniziato a dire scendo, scendo qui, voglio scendere: mi ha lasciata a via della Conciliazione. E’ stata una liberazione, mi veniva da piangere».Se con le donne emergono avance pesanti, con i clienti in genere l’ arroganza e le aggressioni, sono un fenomeno che riguarda il sottobosco immenso del mondo-taxi. Succede che alla guida mostrino atteggiamenti alterati, come se fossero preda di sostanze stupefacenti.L’ ALLARME«Troppi episodi di tassisti violenti» dichiara il Codacons dopo quanto avvenuto in Prati. «Ancora un grave episodio di violenza ad opera di un tassista della capitale, con il gestore di un locale in zona Prati sgozzato per aver rifiutato di servire alcol ad un conducente già ubriaco. Non vogliamo demonizzare la categoria ma sono troppi i casi di violenza e aggressioni che vedono coinvolti i tassisti romani». Sono almeno 11 i tassisti «recidivi» e «pericolosi» che girano per la capitale regolarmente a bordo delle loro auto: il dato è stato fornito un anno fa dal Dipartimento comunale alla mobilità che si occupa delle licenze delle auto bianche. Oltre 1500 le violazioni che vanno dalla mancata esposizione della licenza, fino all’ aggressione, alle minacce, alla truffa.Tra i casi più eclatanti quello del tassista che a marzo 2015 aggredì un collega con la scimitarra a Termini e quello che nel 2014 picchiò un collega a Barberini.I PRECEDENTIMa c’ è sempre l’ autista che girava con il tassametro taroccato con un telecomando, chissà se continua a farlo. Sospeso e a rischio revoca di licenza solo il picchiatore che sempre l’ anno scorso davanti alla statua del Tritone, mandò in ospedale Antonio Cavallaro, l’ automobilista 64enne che aveva fermato l’ auto con a bordo il figlio disabile, per acquistare alcune medicine in farmacia. Le segnalazioni che arrivano al Comune da parte delle associazioni dei consumatori sono migliaia. Affinché venga revocata la licenza occorre che il tassista abbia maturato una condanna definitiva superiore a 24 mesi, un’ eventualità abbastanza difficile a meno che non si tratti di casi come estremi come un’ omicidio. E così spesso ci tocca a salire a bordo di auto bianche guidate da sconosciuti, violenti, con problemi di droga o di alcol, dal momentoche i comportamenti aggressivi sono legati all’ uso di sostanze psicotrope.R.Tro.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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