Schäuble su Volkswagen «Non sarà più la stessa»
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
il ministro dell’
economia tedesco: «alla fine usciremo più forti da questa crisi» si
stimano 5 miliardi per pagare le class action. timori per un forte
impatto sul pil
di Andrea Di Stefano wROMA Rassicura, ma lancia anche un chiaro monito mentre cresce il conto dei danni. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che sinora non era intervenuto pubblicamente sul Dieselgate, ieri ha detto a chiare lettere: «Usciremo più forti anche da questa crisi. Noi impariamo dalle crisi» ma ha anche aggiunto che «alla fine Volkswagen non sarà più quello che era». Nel mirino delle autorità Usa da ieri c’ è anche Bmw per il crash test delle Mini Cooper mentre si moltiplicano i contenziosi per il gruppo Volkswagen. Oltre alla multa negli Stati Uniti si sta facendo il calcolo della class action davanti all’ antitrust: almeno 5 miliardi di dollari, secondo alcuni analisti, che hanno valutato l’ azione legale su 500.000 auto truccate, con un premio di 3.928 dollari per auto. In Italia il Codacons ha notificato ieri la prima class action: il formale atto di citazione è stato notificato dinanzi al tribunale di Venezia, territorialmente competente avendo Volkswagen group Italia Spa sede a Verona, e l’ azienda – sostiene il Codacons – dovrà comparire davanti ai giudici il prossimo 11 febbraio 2016. In realtà l’ impatto dello scandalo delle emissioni truccate avrà sicuramente conseguenze sull’ economia tedesca non trascurabili. Secondo il capo economista per l’ Eurozona di Axa Investment Managers, Maxime Alimi, l’ industria dell’ auto ha un’ elevata centralità nella prima economia europea: «Registriamo un moltiplicatore di 1,6 il che vuole dire che qualsiasi choc in quel settore viene amplificato del 60%». Un simile approccio «conferma quanto possa essere ingannevole pensare che l’ industria automobilistica pesi solo per il 3% dell’ economia tedesca». Axa IM delinea tre scenari: il primo prevede un forte declino delle vendite di Volkswagen in Germania (-10%) e all’ estero (-20%), ma gran parte delle perdite della casa di Wolfsburg viene assorbita dalle altre case tedesche. In questo scenario, piuttosto benigno per l’ economia tedesca, la perdita sarebbe stimabile in uno 0,1% del Pil. Un secondo scenario simula uno choc per l’ intera industria automobilistica tedesca, in cui un calo nella domanda di vetture Volkswagen si allarga a tutte le case automobilistiche tedesche e beneficia i concorrenti esteri. In questo caso, l’ impatto ammonterebbe allo 0,4% del Pil. Infine, un terzo scenario prevede un impatto su tutto il made in Germany, incluse le esportazioni di macchinari. In questo quadro, la perdita stimata ammonterebbe «all’ 1,1% del Pil». L’ impatto dello choc non è solo «incerto nella sua magnitudo», ma anche «nella tempistica. Quello che i mercati finanziari hanno prezzato in pochi giorni potrebbe impiegare diversi anni a manifestarsi nell’ economia», avverte Alimi. Se Atene piange, Sparta non ride: «La centralità dell’ industria automobilistica – ricorda infine Alimi – non è una caratteristica solo tedesca. In Germania, il 25% delle forniture del settore è importato. Le economie vicine, pertanto, probabilmente avvertiranno l’ impatto dello choc: i principali fornitori sono Francia e Repubblica Ceca, seguiti a stretto giro da Austria e Spagna. Ma i costruttori tedeschi hanno importanti fornitori in Italia, Regno Unito, Ungheria e Polonia». Intanto è stato deciso che sarà Oliver Blume a guidare la Porsche dal primo ottobre. L’ ex responsabile della produzione succederà a Matthias Mueller, nuovo Ceo in Volkswagen. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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