Schianto alla curva, e poi il cavallo muore
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fonte:
- Corriere Fiorentino
SIENA – Non accadeva da sette anni: il Palio torna ad essere funestato dalla morte di un cavallo e oggi correranno solo nove Contrade. La Chiocciola piange (oggi sfilerà nel corteo storico con le bandiere abbrunate e un cupo suono di tamburo) e Siena è in mezzo a una nuova tempesta di accuse contro la sua festa, ministro Brambilla in testa. E’ successo alla prova di ieri mattina, al secondo giro: per un’ errata traiettoria alla curva di San Martino, affrontata in anticipo probabilmente per provare l’ adattabilità del cavallino alla velocità, Messi, montato da Antonio Villella detto Sgaibarre, ha urtato violentemente sulla protezione. Il fantino è volato sul tufo saltando sopra la testa del barbero. Messi pareva avere problemi all’ arto anteriore destro, invece rivelarsi letale è stato l’ impatto nella zona del torace: «E’ stato come il guidatore di un’ auto che si abbatte con lo sterno sul volante: immediatamente soccorso e trasferito alla clinica del Ceppo, il cavallo, nonostante le immediate cure, è svenuto e poi è morto, presumibilmente per collasso cardiocircolatorio» , ha detto il veterinario comunale Marco Reitano. Negli ultimi anni c’ erano stati sì alcuni infortuni, ma i barberi erano sempre stati recuperati grazie al pronto soccorso equino predisposto tra le tante misure di prevenzione e tutela dei cavalli adottate a Siena. Stavolta l’ imponderabile ha vinto su tutto. E per poco un incidente dalla dinamica simile, ancora nella prova di ieri ma alla curva del Casato, non ha avuto conseguenze per il cavallo Mississippi e il fantino Tittìa nell’ Oca. Il Comune ha chiesto subito un approfondimento sulle dinamiche del decesso di Messi, anche per reagire a tono alla raffica di accuse. A cominciare dall’ annuncio del ministro Michela Brambilla: Credo che sia giunto il momento di sottoporre a un esame rigoroso Palio di Siena e altre competizioni in cui creature viventi vengono sfruttate e rischiano la vita per il solo divertimento dell’ uomo. E il Palio di Siena, visto quello che accade ripetutamente, non può più considerarsi intoccabile» . Gli animalisti della Lav hanno chiesto la sospensione della corsa e «l’ apertura immediata di un’ indagine indipendente per accertare le possibili responsabilità di chi ha fatto correre Messi e di chi ha causato la errata traiettoria» . Il Codacons annuncia un esposto in Procura. E tutto questo mentre il governo sta preparando – è annunciato come imminente – il disegno di legge in materia di feste e giostre con la partecipazione di cavalli, che non prefigurava limitazioni per la festa senese. In serata la risposta del sindaco Franco Ceccuzzi, che non ha citato direttamente il ministro: «Il Palio è un patrimonio della nazione e deve essere tutelato da tutte le istituzioni italiane. La sua capacità di adattamento ai tempi è sempre stata tale da riuscire a porre in essere tutti gli accorgimenti necessari a garantire il rispetto e la tutela di ogni essere vivente. Tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno profuso grande impegno per migliorare la sicurezza dei cavalli e dei fantini. Il Palio non è una competizione, è una metafora della vita e come tale può restare vittima della fatalità che colpisce, anche in modo crudele, chi si prodiga con impegno e con affetto per prevenire ogni incidente. Siamo profondamente affranti per la morte del cavallo Messi e siamo vicini alla Contrada della Chiocciola colpita da questo triste e imponderabile evento» . Anche Matteo Renzi è intervenuto: «Il Palio è una bellissima tradizione che consente a quella città di essere ben governata e l’ attenzione che c’ è a Siena per i cavalli non c’ è da altre parti. Sono assolutamente solidale con il sindaco Ceccuzzi» . Stessi toni dal parlamentare grossetano Luca Sani, membro della Commissione Agricoltura. Sul Palio ieri si è abbattuto anche un nubifragio, con grandinata sulla piazza del Campo. E’ stata annullata la prova generale, ma l’ acqua ha trascinato via profondi strati di tufo dalla pista e sia la «provaccia» di stamani che la carriera delle 19.30 rischiano il rinvio. Al di là di tutto questo, resta l’ ansia di vittoria della Lupa, favorita con l’ esperto Elfo di Montalbo e il giovane Gianluca Fais, che sarà contrastata dalla rivale Istrice con Moedi e Bighino. C’ è la determinazione del Valdimontone con lo Specialista e Scompiglio; la precisione di Lampante, cavallina del Bruco montata da Gingillo; l’ esperienza delle monte della Pantera e della Civetta, con Trecciolino su Miguel e Brio su Marrocula; gli outsider Girolamo nel Drago con Indianos, Tittia nell’ Oca con Missisippi e l’ esordiente Giosuè Carboni in Tartuca su Ivanov. Al tramonto, pioggia permettendo, qualcuno vincerà il drappellone bianco di Tullio Pericoli che ieri si è improvvisamente tinto di nero. Daniele Magrini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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