3 Giugno 2003

Schiamazzi, piazza «assediata»

Schiamazzi, piazza «assediata»

Velenosa replica del Codacons ai Ds
«Provate a dormire per un po` in centro»






ESTE. Schiamazzi notturni: botta e risposta all`arsenico tra il Ds Devis Rizzo, che nega il verificarsi di situazioni di disagio in piazza dovute alla presenza di giovani schiamazzanti, e la responsabile del Codacons Maria Chiara Crivellari che, nei giorni scorsi, ha presentato sul caso un esposto- denuncia a Questura e Prefettura di Padova. «Nessuno ha mai affermato che la città è messa a ferro e fuoco, ma chi abita in centro conosce perfettamente il problema: gli schiamazzi e le corse in auto, moto e motorini sono all`ordine del giorno, pardon della notte. Per quanto riguarda gli schiamazzi legati all`esultanza dei milanisti dopo la vittoria in Champions League, comprensibili nella prima ora successiva la vittoria, diventano ingiustificabili alle tre di notte. Resta comunque un caso estemporaneo – scrive in un comunicato la Crivellari -. Altra cosa, invece, è il continuo disturbo alla quiete pubblica, prodotto dai bar e dai mezzi lanciati in corsa lungo i rettilinei cittadini, con il beneplacito del sindaco che non emette, come da regolamento, un`ordinanza in grado di tutelare il riposo delle persone». A Rizzo suggerisce che «prima di parlare a vanvera, provasse a dormire per un mese di fila in una abitazione del centro, magari sopra un bar, e naturalmente alzarsi tutte le mattine alle 6 per andare a lavorare, come fanno normalmente i cittadini di Este. Chi abita a Venezia o in vie appartate come la sua, certamente non capisce il problema, come non lo capiscono coloro che di mattina non hanno orari rigidi da rispettare».
La Crivellari prosegue spiegando l`importanza del sonno «per svolgere in maniera efficiente il proprio lavoro, soprattutto per chi è turnista. Chi schiamazza non si rende conto del danno che produce a quanti passivamente devono sopportare tali soprusi». Accusa Rizzo di banalizzare un problema «spesso materia di discussione e di studio», gli dà del ragazzo che «non considera che molte persone lavorano a Padova o addirittura fuori provincia e, tutte le mattine, devono recarsi al lavoro in auto, perché gli orari dei mezzi pubblici non sono compatibili con le loro esigenze».

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