30 Aprile 2010

Schiaffi ai bambini, arrestata una maestra

CATANIA Una bambina tirata per i capelli, un maschietto preso a ceffoni, un piccolo trascinato per un braccio. Sono le scene di ordinaria violenza riprese dalle telecamere nascoste da carabinieri in un’ aula dell’ asilo comunale di Militello in Val di Catania, che hanno portato all’ arresto di una maestra di 38 anni per maltrattamenti. La Procura di Caltagirone le ha concesso i domiciliari. Le intercettazioni ambientali erano state avviate da militari dell’ Arma della compagnia di Palagonia dopo le denunce dei familiari delle piccole vittime, prima increduli: «All’ inizio credevamo che fosse un’ esagerazione dei bambini, ma davanti a tanta insistenza…». I primi segnali erano arrivati nei mesi scorsi quando alcuni bambini si erano rifiutati di andare all’ asilo, e piangevano pregando i genitori di lasciarli a casa. Prima lacrime e silenzio, ma poi hanno parlato. Hanno spiegato che dietro al loro diniego c’ era «la paura di essere ancora picchiati dalla maestra». Un’ accusa che ha sorpreso i familiari dei bambini. Ma quando sono stati i più piccoli a non volere andare all’ asilo è partita la prima denuncia. Il primo esposto è arrivato sul tavolo dei militari dell’ Arma a marzo. Altri ne sono seguiti. In tutto saranno 7-8, quasi la metà della classe costituita da bambini di età compresa tra 3 e 5 anni. Nessuno di loro presenta segni di lesioni, nè ne sono state mai diagnosticate o rilevate. Ma le denunce erano dettagliate e coincidenti. Per questo i carabinieri, coordinati dalla Procura di Caltagirone, hanno deciso di accelerare le indagini ottenendo, su richiesta del procuratore capo Francesco Paolo Giordano e del sostituto Sabrina Gambino, l’ autorizzazione del Gip a eseguire delle intercettazioni ambientali nell’ aula. Le telecamere piazzate dai carabinieri hanno ripreso le aggressioni subìte dai bambini senza un apparente motivo che le scateni. Scene che si sono ripetute in più giorni e che hanno spinto gli investigatori, d’ intesa con la magistratura, a intervenire eseguendo l’ arresto in flagranza di reato dell’ insegnante, con la concessione dei domiciliari. L’ operazione è avvenuta a scuola tra lo sgomento delle colleghe della maestra, in ruolo da due anni, che hanno parlato di«incredibile sorpresa» per un’ insegnante «al di sopra di ogni sospetto». Il Codacons pensa a un’ azione legale contro l’ insegnante. Il presidente dell’ Osservatorio sui diritti dei minorenni, Antonio Marziale, è tornato a chiedere che «gli insegnanti vengano sottoposti a verifiche periodiche di tenuta psicologica» per estirpare eventuali cancrene». Anche il Movimento italiano genitori ha sottolineato «la necessità di maggiori controlli».

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