29 Aprile 2010

SCHIAFFI A BAMBINI, MAESTRA ASILO RIPRESA E ARRESTATA /ANSA

VIOLENZE IN CLASSE FILMATE DA TELECAMERA NASCOSTA DA CARABINIERI

(ANSA) – MILITELLO (CATANIA), 29 APR – Una bambina tirata per
i capelli, un maschietto preso a ceffoni, un piccolo trascinato
per un braccio. Sono le scene di ordinaria violenza riprese
dalle telecamere nascoste da carabinieri in un’aula dell’asilo
comunale di Militello in Val di Catania, che hanno portato
all’arresto di una maestra di 38 anni per maltrattamenti. La
Procura di Caltagirone le ha concesso i ‘domiciliari’.
   Le intercettazioni ambientali erano state avviate da militari
dell’Arma della compagnia di Palagonia dopo le denunce dei
familiari delle piccole vittime, prima increduli: "Non avevamo
alcun sospetto  – hanno raccontato agli investigatori – e
all’inizio credevamo che fosse un’esagerazione dei bambini, ma
davanti a tanta insistenza…". I primi segnali erano arrivati
nei mesi scorsi quando alcuni bambini si erano rifiutati di
andare all’asilo, e piangevano pregando i genitori di lasciarli
a casa. Prima lacrime e silenzio, ma poi hanno parlato. Hanno
spiegato che dietro al loro diniego c’era "la paura di essere
ancora picchiati dalla maestra". Un’accusa che ha sorpreso i
familiari dei bambini. Ma quando sono stati i più piccoli a non
volere andare all’ asilo è partita la prima denuncia.
   Il primo esposto è arrivato sul tavolo dei militari
dell’Arma a marzo. Altri ne sono seguiti. In tutto saranno 7-8,
quasi la metà della classe costituita da bambini di età
compresa tra 3 e 5 anni. Nessuno di loro presenta segni di
lesioni, né ne sono state mai diagnosticate o rilevate. Ma le
denunce erano dettagliate e coincidenti. Per questo i
carabinieri, coordinati dalla Procura di Caltagirone, hanno
deciso di accelerare le indagini ottenendo, su richiesta del
procuratore capo Francesco Paolo Giordano e del sostituto
Sabrina Gambino, l’autorizzazione del Gip a eseguire delle
intercettazioni ambientali nell’aula.
    Le telecamere piazzate dai carabinieri hanno ripreso le
aggressioni subite dai bambini senza un apparente motivo che le
scateni. Scene che si sono ripetute in più giorni e che hanno
spinto gli investigatori, d’intesa con la magistratura, a
intervenire eseguendo l’arresto in flagranza di reato
dell’insegnante, con la concessione dei ‘domiciliari’.
   L’operazione è avvenuta a scuola tra lo sgomento delle
colleghe della maestra, in ruolo da due anni, che hanno parlato
di"incredibile sorpresa" per un’insegnante "al di sopra di
ogni sospetto". Dalla scuola si invita "alla prudenza" a
"evitare processi mediatici anticipati".’ ‘Cautela” è
auspicata anche dal procuratore Giordano: "Questa vicenda – ha
spiegato – è molto delicata e va trattata con la massima
attenzione perché ci sono persone da tutelare, soprattutto le
presunte parti offese che sono dei bambini".
   Il sindaco di Militello, Antonio Lo Presti, ha annunciato che
"il Comune sarà vicino alla scuola e alle famiglie" e che
"se responsabilità dovessero emergere è pronto a fare la sua
parte con le iniziative dovute". Il Comune per favorire i
rapporti tra insegnanti, alunni e familiari da tempo ha promosso
delle riunioni mensili tra scuola e genitori. "Ma  questo tipo
di problema – ha osservato il sindaco – non era emerso".
    Sulla vicenda è intervenuto il Codacons che ha attivato
l’ufficio legale per "valutare la possibilità di procedere
contro l’insegnante". Il presidente dell’Osservatorio sui
diritti dei minorenni, Antonio Marziale, è tornato a chiedere
che "gli insegnanti vengano sottoposti a verifiche periodiche
di tenuta psicologica" per estirpare eventuali cancrene".
Anche il Movimento italiano genitori ha sottolineato "la
necessità di mettere in atto maggiori controlli, rafforzandoli
soprattutto per ciò che concerne la formazione e la selezione
del personale docente, che a causa di episodi simili – ha
afferma Elisabetta Scala, responsabile del Moige – sta perdendo
sempre più fiducia nelle famiglie". (ANSA).
 

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