23 Luglio 2009

Schiacciata dal cancello muore a 5 anni sotto gli occhi di papà

 
Era nel cortile di casa a poca distanza dal papà, impegnato a svolgere lavori edili, quando il pesante cancello marrone in ferro all’ingresso si è sganciato, schiacciandola. È morta così M. C. A., di 5 anni, davanti alla propria abitazione di Taurianova, sotto gli occhi del genitore. In pochi attimi, in via Pietro Meo, a poca distanza dall’ospedale civile della cittadina, dove la bimba stava giocando con la sabbia, si è consumata la tragedia: il cancello elettrico non ha dato scampo alla piccola, che è morta sul colpo. Inutili ogni tentativo di portarle soccorso tra le scene di disperazione dei parenti della bambina. La tragedia ha provocato sgomento e incredulità tra gli abitanti della cittadina della Piana di Gioia Tauro dove la famiglia della piccola (il padre è un muratore) è conosciuta e benvoluta. Gli agenti della polizia, giunti pochi minuti dopo sul luogo del mortale incidente, hanno avviato le indagini sotto le direttive del sostituto procuratore della Repubblica di Palmi, Stefano Musolino. Il cancello è stato posto sotto sequestro dalla Procura, che ha disposto accertamenti tecnici per verificarne la funzionalità. Il magistrato sta anche ascoltando le persone che hanno assistito all’incidente per tentare di ricostruirne la dinamica. «Siamo nella fase degli accertamenti di tipo tecnico – ha affermato il procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo – per verificare se ci fossero difetti nella fabbricazione e nell’installazione dell’impianto. Se ci sono responsabilità le accerteremo. Al momento tutte le ipotesi sulle cause dell’accaduto sono al vaglio. Sarà comunque importante capire la funzionalità del cancello e il suo stato reale».  Sulla tragedia che ha colpito Taurianova è intervenuto anche il Codacons che ha sollecitato «controlli sulla sicurezza dei cancelli, specie se di scuole o strutture aperte a minori di 14 anni, e una campagna pubblicitaria del governo sulla sicurezza dei bambini».  Nella sua nota il Codacons ha sottolineato che «pur non volendo intervenire nel merito della dinamica dell’incidente, sul quale si pronuncerà la Procura evidenziamo come tragedie di questo tipo non siano fatti isolati dovuti a circostanze fortuite ed eccezionali. Incidenti di questo tipo accadono troppo di frequente per poter essere considerati imprevedibili. Non se ne parla solo perché non sempre si hanno conseguenze fatali. La dinamica, di solito, è sempre la stessa: il bimbo gioca con il portone che finisce per staccarsi dai cardini. La ragione dipende dal fatto che a lungo andare i perni finiscono per indebolirsi e per questo occorre una costante e accurata manutenzione. Il problema è che in Italia in pochi la fanno e si chiamano i tecnici solo dopo che si è verificato un guasto, ossia quando è troppo tardi».  Nel caso di cancelli scorrevoli il Codacons ha rilevato che «le sollecitazioni e le vibrazioni incessanti si ripercuotono sui perni di tenuta verticale e sulle ruote che scorrono nel binario a terra. Se poi le vibrazioni aumentano perché provocate manualmente da qualcuno, il rischio caduta, in casi di mancata manutenzione, è altissimo». Per il sociologo Antonio Marziale, che è presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei minori ed è originario proprio di Taurianova, «quando in una comunità muore una creatura così piccola, il lutto non è soltanto dei congiunti, ma di tutti».

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