Schettino torna in aula sopralluogo sul relitto
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fonte:
- Il Messaggero
I giudici dovranno decidere sulla richiesta di una perizia a bordoPOTREBBE TORNARE SULLA CONCORDIA OPERAZIONE POSSIBILE DOPO IL RADDRIZZAMENTO DELLA NAVE L’ UDIENZA ROMA Sarà in aula Francesco Schettino, unico imputato di un’ inchiesta che, poco alla volta, ha perso gli altri presunti responsabili. Uno dopo l’ altro, gli indagati hanno patteggiato la pena, ed è rimasto solo l’ ex comandante a difendersi da perizie e testimonianze. Si ricomincia questa mattina nel Teatro Manzoni di Grosseto, con le relazioni dei periti del gip e con la difesa del capitano che insiste affinché ulteriori accertamenti vengano fatti. In aula lo scontro sarà prevalentemente tecnico: le porte stagne della Concordia funzionavano tutte perfettamente? Il generatore era in regola? IL SOPRALLUOGO I giudici del collegio del Tribunale, presieduto da Giovanni Puliatti, dovranno decidere sulla richiesta avanzata dagli avvocati del comandante e da alcune parti civili come il Codacons: di poter fare effettuare ai propri consulenti un sopralluogo a bordo del relitto, per avere una loro perizia sugli apparati. Da qualche giorno la nave è sollevata dal fondale e allineata, perciò teoricamente l’ ispezione a bordo è possibile. Tanto che la procura, per i suoi accertamenti ancora in corso e per l’ attività di ricerca dei corpi dei due dispersi (su 32 vittime), ha annunciato che salirà a bordo. A luglio il giudice aveva congelato la questione stabilendo che andavano prima sentiti i periti del gip, gli stessi che hanno gestito l’ incidente probatorio del 2012 esaminando scatola nera, documenti e procedure di bordo. Proprio da loro ripartirà il processo. Anche se, esaurita questa fase, il Tribunale dovrà prendere la sua decisione: se accordare o meno la perizia alla difesa di Schettino, e con questa il sopralluogo sulla nave. Dell’ argomento si era già parlato nell’ udienza di luglio, ma lo stop era venuto dalla posizione in cui si trovava la Concordia. Inoltre, la richiesta aveva trovato i primi no dalla procura e dall’ avvocatura dello Stato. Sebbene, l’ ultima parola spetterà ai giudici. Intanto Schettino ha continuato a studiare le carte del processo insieme con i suoi avvocati e a incassare le notizie negative che ogni giorno gli arrivavano nella sua casa a Meta di Sorrento: dal licenziamento al ritiro della patente marittima. GLI ALTRI INDAGATI Unico membro dell’ equipaggio della Concordia a essere stato mandato via dalla società, mentre gli altri indagati continuano a lavorare per il gruppo, anche se con ruoli e posizioni diversi. Ciro Ambrosio faceva il vice comandante, aveva uno stipendio da 7mila euro al mese a trent’ anni. Ha patteggiato un anno e 8 mesi per il concorso nel naufragio, ha la patente nautica sospesa, e ora lavora negli uffici Costa per 1.600 euro. Manrico Giampedroni, hotel manager, da eroe si è ritrovato sotto accusa. Ha avuto un’ onorificenza della sua città, ma alla fine ha dovuto patteggiare due anni e sei mesi per omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose. Patente sospesa anche per lui e impiegato in ufficio. Jacob Rusli Bin e Silvia Coronica, rispettivamente timoniere e ufficiale di plancia, hanno scelto di lasciare il mare. Rusli è tornato in Indonesia. Ha patteggiato un anno e sei mesi e, dopo la scadenza del contratto con la società di navigazione, non è più salito su una nave. Stessa scelta per Coronica: un anno e sei mesi di condanna per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, e addio alla navigazione. Del gruppo rimane Roberto Ferrarini, capo dell’ unità di crisi, la persona che consigliò a Schettino quello che sarebbe stato meglio fare quella notte. Ha patteggiato due anni e dieci mesi, e riveste un nuovo incarico. Nessuna indagine su di lei, ma ruolo fondamentale nella vicenda, quello della bionda moldava Domnica Cemortan, la dama che era con il comandante in plancia di comando. È tornata in Italia per seguire il processo dopo essersi costituita parte civile. «Per questa storia – ha dichiarato – non riesco a trovare più un lavoro». Cristiana Mangani © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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