Schettino: «Pronto a tornare in plancia»
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fonte:
- Il Tempo
Marino Collacciani [email protected] Francesco Schettino, si è detto pronto a tornare al comando di un’ altra nave da crociera. Lo ha affermato arrivando all’ udienza a porte chiuse che si è tenuta ieri mattina a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. La Costa Crociere aveva licenziato Schettino, accusandolo del naufragio che provocò la morte di 32 persone. A precisa domanda – Tornerebbe al timone di una nave da crociera? – ha risposto con la sicurezza sempre ostentata: «Sì, certamente». La dichiarazione è arrivta un attimo prima di entrare nel palazzo di giustizia di Torre Annunziata per la seconda udienza al Tribunale del lavoro relativa al ricorso contro il licenziamento proposto da Costa Crociere. Come in occasione della prima udienza dello scorso 3 gennaio, il dibattimento si sta svolgendo a porte chiuse dinanzi al giudice Emanuele Rocco. Il comandante era assistito dal suo legale, l’ avvocato Rosario D’ Orazio. Per la Costa, pesenti all’ udienza gli avvocati Stefano Marzuillo e Camillo Paroletti. Giorni fa era arrivata la difesa «tecnica» di Schettino che vorrebbe «inguaiare» la compagnia: «Quello non era un inchino, era un passaggio vicino all’ isola, pianificato con la Costa. La scelta sulla pratica dell’ inchino è lasciata al comandante e io non ho mai chiesto l’ autorizzazione per fare inchini. Anche il 14 agosto c’ era stato un inchino: si fa quando si può, quando ci sono le condizioni o quando la navigazione diventa noiosa». «Io avevo indicato una rotta che passava a circa mezzo miglio dalla costa del Giglio, circa 600 metri, poi c’ è stata come tutti sanno una telefonata – ha aggiunto riferendosi alla comunicazione con il comandante Palumbo – ma non era certo per chiedere indicazioni, per quello avevo la carta nautica. In realtà non eravamo alla distanza minima, ma la nave stava puntando verso gli scogli». Il giudice del lavoro Emanuele Rocco si è riservato la decisione, che potrebbe essere depositata entro la prossima settimana, tra mercoledì e venerdì. Udienza a porte chiuse. Schettino, avvicinato da operatori e giornalisti presenti all’ esterno dell’ aula, ha preferito non rilasciare dichiarazioni su quanto discusso, limitandosi genericamente a parlare «di brave persone» e di «tutte persone gentili» quando gli è stato chiesto come secondo lui si siano comportati gli altri soggetti della vicenda che lo vede coinvolto. A margine del processo, Magistratura Indipendente ritiene «assurdo che nella proposta del ministro della Giustizia, avente ad oggetto la revisione delle piante organiche, sia prevista una riduzione di due magistrati per il Tribunale di Grosseto e di uno per la stessa Procura. Tale previsione è ingiustificabile – sostiene in una nota il segretario generale di Magistratura Indipendente, Cosimo Ferri – non tiene conto dell’ enorme attività posta in essere dai magistrati giudicanti e requirenti impegnati da tempo e con grande sacrificio per il procedimento relativo al naufragio della Nave Costa Concordia, su cui è stata riposta l’ attenzione di tutto il mondo». «Il ministro della Giustizia si è affidato a dati statistici senza rendersi conto – prosegue Ferri – della peculiarità della situazione che si è venuta a creare a Grosseto. Non condividiamo il metodo, perchè siamo convinti che le statistiche non possano misurare gli impegni ed i rischi dei processi». «Chiediamo al Csm in sede di parere – conclude Ferri – di segnalare con forza quali possano essere le conseguenze negative di una tale proposta ed auspichiamo che il ministro comprenda che con i numeri non si può rendere una giustizia celere e di qualità». E nel procedimento in questione figura anche l’ ipotesia carico della società per responsabilità amministrative, notificata giovedì scorso dalla Procura di Grosseto alle Costa Crociere. A confermarlo il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio. Gli inquirenti contestano alla Costa di non aver osservato le procedure di emergenza previste in caso di incidente e naufragio, di non aver dato sùbito l’ allarme generale, di aver sminuito l’ entità del danno ricevuto dalla nave nell’ urto contro gli scogli. Dunque, la Coista è indagata per i reati commessi da suoi dipendenti nel naufragio al Giglio del 13 gennaio 2012, in particolare da parte del comandante Francesco Schettino e dal coordinatore dell’ unità di crisi, Roberto Ferrarini. Ora la società rischia una super multa. Costa ha ancora tredici giorni di tempo per presentare una memoria, dopodiché la Procura si riserverà di decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure no. In merito all’ ultima questione sollevata (possibile violazione della legge 231), Costa Crociere si è detta «fiduciosa di poter dimostrare la piena conformità del proprio operato» rinnovando «la propria totale fiducia nella magistratura», Dal canto suo – sullo sfondo degli aspetti risarcitori – il Codacons aveva accolto con soddisfazione la decisione della Procura di Grosseto di indagare Costa Crociere per il naufragio.
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