16 Ottobre 2012

Schettino, la prima volta con i superstiti

Schettino, la prima volta con i superstiti

 

DAL NOSTRO INVIATO GROSSETO – Tra l’ edicola e il bar hanno messo le transenne e deviato il traffico per far posto a un muro di telecamere e postazioni tv. Arrivano alla spicciolata gli avvocati con in tasca le richieste di risarcimento e le istanze e qualche naufrago con i brutti ricordi di quella notte. Il teatro Moderno di Grosseto riprende dal buio del 13 gennaio, dal naufragio costato 32 vite e una montagna di danni ancora da calcolare. Francesco Schettino è stato tra i primi ad arrivare, entrata secondaria: è sceso in fretta da una Mercedes con i vetri oscurati e si è infilato nell’ aulaplatea, sul palcoscenico, davanti alle poltroncine rosse occupate soltanto per poche file di posti. Accanto a lui sul palco i suoi legali, gli altri indagati e i giudici a cominciare dal gip Valeria Montesarchio, la donna che sta mandando avanti la macchina di questo incidente probatorio. Si riparte dalla relazione dei periti. «Io non l’ ho letta, alla mia cliente costerebbe 30 mila euro prendere in copia quegli atti e la documentazione allegata, le sembra possibile?» chiede l’ avvocato Simona Graziosi del foro di Roma che difende una modella dei parrucchieri che erano a bordo della nave da crociera per registrare un programma tv. Sullo stesso tema è intervenuto qualche giorno fa il Codacons l’ associazione di consumatori che sta battagliando anche con la perizia per ampliare il numero delle domande. Cinquanta non bastano, «bisogna capire la relazione che c’ è tra il mal funzionamento di alcune apparecchiature e il numero dei morti», «tra la cattiva organizzazione, gli ordini non compresi, il personale non addestrato e il disastro che ha portato a tutti questi lutti» spiega il professor Bruno Neri volontario del Codacons e docente di Ingegneria dell’ università di Pisa. Quando arriva Schettino – è la sua prima volta in aula – in strada ci sono soltanto giornalisti, fotografi e telecamere. Nessuna traccia di curiosi, nessun capannello generato dalla curiosità mediatica: Grosseto sembra impermeabile, nemmeno sembra accorgersi del comandante. Una signora in auto abbassa il finestrino: «Non bastano i vigili, ci vuole anche la polizia?» protesta dalle parti di una deviazione al traffico. Un altro più in là nella mattinata chiede ai giornalisti: «Ma il processo finisce entro il 26 ottobre che ci sono i Pooh al Moderno?”. I naufraghi sono pochi, qualche tedesco, un francese, qualche italiano. Fra questi Luciano Castro, uno dei passeggeri che ha un’ agenzia di uffici stampa: una volta entrato nel teatro è andato a salutare Schettino: «Sono una persona civile, ero sulla Costa Concordia. Lui mi è sembrato quasi imbarazzato e a disagio. Io gli ho detto: speriamo che la verità sia accertata presto e lui ha risposto che sì la verità deve essere appurata ». Strano incontro quello fra il naufrago e il capitano: «Perché strano? – prosegue Castro – Sono nove mesi che mi interrogo sul disastro della Concordia e tante volte mi sono chiesto chi fosse veramente Schettino. Ho voluto avvicinarmi e guardarlo in faccia». Altri non hanno questa curiosità: «Schettino è soltanto uno dei responsabili – spiega un altro passeggero che viene da Roma – Non deve passare in secondo piano tutto quello che è successo, i giudici dovranno indagare per bene le responsabilità dell’ armatore: perché non funzionava la scatola nera? Perché era stato disattivato il pilota automatico? E perché erano aperte le porte stagne?». Ognuno ha i suoi dubbi, i suoi misteri. Per i legali della Costa la puntata di ieri nell’ incidente probatorio con «la nuova deposizione delle conversazioni corrette e più precise in plancia di comando esce alleggerita la posizione di Ferrarini (il responsabile dell’ unità di crisi)» dice l’ avvocato Marco De Luca. E un altro del team aggiunge: «L’ unità di crisi non poteva offrire alcun ausilio perché la velocità con la quale la falla ha provocato l’ allagamento non poteva consentire di intervenire in alcun modo per prestare aiuto». Opinioni, letture. Un gioco delle parti. C’ è un tipo fuori dal teatro che distribuisce un volantino: è l’ invito a vedere uno spettacolo, un reading dedicato al naufragio raccontato dalla gente dell’ isola del Giglio. Si intitola “La bella addormentata nell’ isola”, ma non è una favola. Sottotitolo: “Il dramma della Concordia quella notte al Giglio” messo in scena da Andrea Giannoni. Il volantino dice che il 10 novembre si replicherà al teatro Moderno di Grosseto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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