Schettino e Costa, “conto” salato
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Michele Giuntini Matteo Guidelli GROSSETO Naufraghi soddisfatti. Facce scure tra gli enti pubblici. Non filerà tutto liscio nella partita sui risarcimenti per il naufragio della Costa Concordia: ora è presto, ma nelle ore post -sentenza, a Grosseto, fra alcuni legali di parte civile, tira aria di fronda. E qualcuno aprirà il tunnel di lunghe cause civili per farsi riconoscere da un altro giudice risarcimenti più sostanziosi. In generale, la sentenza del tribunale di Grosseto dice che c’ è una somma di 12,3 milioni di euro che Francesco Schettino, imputato, e Costa Concordia, responsabile civile, dovranno pagare in solido alle parti civili ammesse ai risarcimenti: naufraghi, enti, associazioni. Sono soldi, in teoria, da versare presto. Questo totale è formato da importi che i giudici hanno determinato sia a titolo provvisionale – di immediata esecuzione e che potrebbero lievitare, anche di molto-, sia per danno biologico che invece sono definitivi: o i destinatari li accettano come il collegio di Grosseto li ha individuati, oppure devono impugnare la sentenza, la stessa con cui Schettino è stato condanna to a 16 anni di reclusione e un mese di arresto. Ma chi pagherà? Schettino, hanno precisato gli avvocati, non dispone di queste risorse. Dunque, toccherà a Costa Crociere: chi paga – è la regola -, libera tutti dai creditori, salvo poi rivalersi della quota dell’ altro debitore. Comunque Costa non avrebbe intenzione di rivalersi su di lui, un po’ perché non ha i milioni di euro che servono, e poi la compagnia l’ ha già licenziato, inoltre è perfino interdetto dal comando di navi per cinque anni. A parte il fatto che il tribunale ha condannato Schettino pure a risarcire la compagnia per tutti i danni procurati. Nel dettaglio, tra i naufraghi ristorati (4 mln di provvisionali più 2,8 mln di danni definitivi da liquidare), molti legali di passeggeri e membri dell’ equipaggio giudicano positivamente le provvisionali da 30.000 euro stabilite per la maggior parte. Una somma che dal giudice civi le potrà aumentare. Ben diversa, e mortificata, l’ aspettativa per altri, specie gli organi del Governo e gli enti locali (5,5 mln di provvisionali). Si annunciano mugugni. La “botta” più forte l’ ha presa il ministero dell’ Ambiente: è vero che il tribunale ravvisa il danno ambientale, ma nella discussione l’ Avvocatura dello Stato aveva parlato di 200 milioni di danni al Giglio, al suo mare, al suo habitat, alla sua scogliera. La sentenza, invece, assegna una provvisionale da 1,5 mln di euro: di quanto potrà salire un altro giudice? Anche il Comune del Giglio-per il danno all’ immagine, al turismo, all’ attività del Comune – nel processo aveva fatto una richiesta di 20 mln di euro, considerandola base per incrementi successivi. Il tribunale si è fermato a 300.000 euro. Linea simile per il danno di immagine alla Presidenza del Consiglio (1 mln in sentenza contro i 10 di danni stimati), e per quelli patrimoniali di altri ministeri e organismi statali: non ammesso quello dell’ Economia, “solo” 500.000 euro ciascuno a Difesa, Interni, Infrastrutture, Protezione civile. Avevano tutti chiesto di più. L’ Inail, parte civile, ha avuto 360.000 euro. Altri 45mila euro complessiviverranno liquidati a Codacons, Confconsumatori e Wwf.
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