Schettino Capitan Mistero Cocaina solo sui capelli
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fonte:
- Libero
Schettino Capitan Mistero Cocaina solo sui capelli
Schettino è pulito. La perizia
tossicologica su capelli e urine rivelano
che il comandante non ha
assunto droga o alcol prima
dell’incidente del 13 gennaio. In
particolare, i test svolti dall’Univer –
sità Cattolica di Roma confermano
che il marinaio sorrentino non ha
fatto uso di sostanze stupefacenti
nemmeno nei mesi precedenti.
Eppure, una piccola quantità di
cocaina è stata evidenziata sulla
parte esterna dei suoi capelli. Un
mistero, l’ennesimo nella tragedia
del Concordia che è costata la vita
a 32 persone. Com’è finita quella
droga sui capelli del comandante?
E se non è lui il consumatore, di chi
era? Gli esperti dicono che la presenza
potrebbe essere attribuita
anche al semplice sfioramento dei
capelli di Schettino con qualcuno
che ne ha fatto uso. Potrebbe trattarsi
di un passeggero, ma anche di
un membro dell’equipaggio che ha
approfittato di controlli privilegiati.
La notizia è arrivata ieri alla Procura
di Grosseto in via informale
dai laboratori romani e nei prossimi
giorni si attende una relazione
definitiva sulle analisi. Alla perizia
hanno partecipato anche il prof.
Settimio Grimaldi, e l’avvocato
Giuliano Leuzzi, rispettivamente
consulente di parte e legale del Codacons,
costituitasi parte civile nel
processo contro la Costa. Attraverso
una nota del coordinamento,
entrambi hanno sollevato dubbi
sull’attendibilità dei riscontri: «I risultati
delle analisi sui capelli del
comandante hanno evidenziato la
presenza di cocaina sui capelli e
nell’involucro che li conteneva, ma
totale assenza di metaboliti della
cocaina nei capelli dello stesso
Schettino». Per questo il Codacons
ha chiesto alla Procura «un ulteriore
prelievo di urine di Schettino al
fine di effettuare una verifica del
Dna e confrontarlo con quello precedentemente
prelevato e oggetto
di indagine, così da fugare ogni
dubbio circa la provenienza del
campione analizzato». In merito
alle perplessità del Codacons, i difensori
di Schettino spiegano che
«non abbiamo ricevuto nessuna
comunicazione, il Codacons dovrà
giustificare le dichiarazioni rese,
non sappiamo dove le hanno prese
». Tra i due fuochi spunta Marcello
Chiarotti, direttore del laboratorio
di tossicologia forense
dell’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Roma e specialista nominato
per la perizia, secondo cui
«non ci sono dubbi interpretativi o
elementi confondenti. Il mio primo
interlocutore è il magistrato
ma confermo che le analisi si sono
concluse e che abbiamo raggiunto
elementi sufficienti per rispondere
con certezza ai quesiti posti. Verso
la fine della prossima settimana
consegnerò i risultati in Procura».
Sulla nuova querelle chiarisce infine
che i dati «sono stati condivisi
con le parti, e dunque anche con il
Codacons che è stato chiamato a
prendere visione degli accertamenti.
Sul mio operato non sono state sollevate contestazioni, né
sono stati chiesti altri accertamenti
». Mentre il mistero sulla coca si
infittisce, il ministro dell’Ambiente
Corrado Clini e il commissario per
l’emergenza del Giglio, Franco Gabrielli,
hanno annunciato un vertice
sull’isola per il prossimo primo
marzo. L’occasione servirà «per fare
il punto sui risultati raggiunti e
sullo stato delle iniziative in corso
per la protezione dell’ambiente e
la rimozione dei rischi».
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